A Casa di Leo, centro aggregazione e sostegno alla famiglia, ed Emporio.
Trascrizione video
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Sono 16 anni che abito qua a Bucaletto.
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La nostra vita è cambiata
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da quando sto lavorando
con il reddito minimo
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pure mio marito lavora alla giornata
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ho due figli.
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Sto bene qua a Bucaletto però
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vorrei avere una casa.
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C’è una storia affettiva
che ci lega a questo territorio
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perché su questo tema di migliorare
la vivibilità del quartiere
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noi ci abbiamo lavorato tanto.
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Bucaletto nasce dopo il sisma del 1980.
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Nasce in seguito all’emergenza abitativa qui nel capoluogo.
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Negli anni più che evoluto si è involuto
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perché andati via i terremotati
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sono rimaste sostanzialmente
quelle famiglie incapienti.
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Ci sono vari tipi di realtà
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sicuramente gli anziani soli
sono una di queste.
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Questa situazione pandemica ha portato nuove povertà
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che hanno oltre alle difficoltà economiche
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la loro difficoltà è soprattutto la solitudine.
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E quindi trovare persone a cui possono
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anche dieci minuti mezz’ora
stare un po’ insieme
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alleviano le loro sofferenze.
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Io volevo parlare
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dire quello che ho visto
quello che ho conosciuto
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e qualcuno mi disse:
Perché non vai alla Caritas?
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Eh – dico – devo andare a chiedere l’elemosina.
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Non è elemosina.
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Vai, ti aiutano in qualsiasi senso.
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E mi sono trovata bene.
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Brave persone.
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Valentina è stata la mia stella veramente.
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Nel 2006 grazie ad un progetto
dell’8xmille del fondo CEI
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abbiamo fatto nascere
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il primo Centro d’ascolto diocesano
qui a Bucaletto.
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Abbiamo sempre lavorato con i ragazzi
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per cercare di creare
una prossimità educativa con loro
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ma mai lasciando i loro nuclei familiari
di appartenenza indietro.
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Noi cerchiamo di essere presenti
durante l’anno
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parallelamente alla loro
attività scolastica.
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Cerchiamo di esserci
con questo doposcuola.
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D’estate promuovevamo una serie
di progetti e laboratori.
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Io ho avuto bisogno, parlo di me,
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ho avuto bisogno veramente
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anche per le bollette
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anche del mangiare
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questo vi posso dire.
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Cioè sono persone straordinarie.
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La tua firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica
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non è mai solo una firma.
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È di più!
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Molto di più.
A Bucaletto, periferia di Potenza, c’è una bella realtà di servizi alla famiglia, per contrastare la povertà, il disagio e le difficoltà.
A Casa di Leo è un centro per famiglie con difficoltà economiche a rischio emarginazione. Offre vari servizi come: la distribuzione di generi alimentari grazie all’Emporio solidale, un ambulatorio, una biblioteca e percorsi di contrasto alla dispersione scolastica.
I numeri del progetto
2.568
famiglie accolte nel Centro di ascolto.
4.150
pacchi alimentari in un anno.
1.000
beneficiari dell’Ambulatorio medico.
168
ragazzi nel doposcuola.
126
laboratori realizzati.
5.736
carrelli per la spesa riempiti.
I valori del progetto
Tutto per la famiglia.
Bucaletto è un quartiere nato nell’emergenza abitativa del post terremoto del 1980: ha conosciuto un’involuzione quando parte degli sfollati sono andati via, lasciando qui i più poveri e gli anziani soli. La Caritas dà un sussidio economico, offre gratuitamente servizi di consulenza legale e psicologica, visite domiciliari, doposcuola, laboratori e una biblioteca.
Un Emporio innovativo.
Le famiglie in temporanea difficoltà economica accedono all’Emporio tramite il Centro di ascolto, nell’ambito di un progetto personalizzato di accompagnamento. Lo scopo è dare un sollievo alla persona che intanto deve ritrovare la forza di tornare autosufficiente. È attivo anche un laboratorio per recuperare le eccedenze alimentari, confezionarle e distribuirle.
Un sacco di solidarietà.
L’Emporio organizza raccolte alimentari porta a porta: giornate di festa con musica, animazione e artisti di strada che coinvolgono l’intera comunità e promuovono la solidarietà. I cittadini rispondono con entusiasmo e sono sempre molto generosi: le persone hanno voglia di dare, ma bisogna trovare il modo adatto per incontrarle.
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