Il centro “A casa di Leo” nasce nel 2012 nel quartiere di Bucaletto, a Potenza.
Il quartiere si sviluppa all’indomani del sisma del 1980 per far fronte all’esigenza abitativa dei terremotati.
Originariamente strutturato con circa 700 prefabbricati in legno ad uso abitativo ed alcuni esercizi commerciali, nel corso degli anni ha assunto una connotazione diversa, molti prefabbricati infatti sono stati assegnati o occupati da famiglie in grave difficoltà economica.
Tale fenomeno ha prodotto nel tempo una grande mutabilità del contesto sociale che risulta in continuo cambiamento; la convivenza tra i più svantaggiati e le poche famiglie terremotate rimaste non è sempre facile, le diversità culturali ed identitarie spesso rappresentano una barriera all'integrazione, tenendo conto che nel quartiere risiedono molte famiglie extracomunitarie. Bucaletto ha assunto così nel tempo l’immagine di un vero e proprio ghetto abitato per lo più da famiglie fragili, completamente avulse dal resto della città, anche a causa della collocazione fortemente decentrata del complesso abitativo.
La situazione sociale del quartiere è al centro dell’attenzione della diocesi da circa 20 anni, grazie alla presenza stabile e costante della Caritas diocesana.
Nel 2006, grazie ad un progetto Fondo CEI 8Xmille, denominato “La Cittadella” è stato possibile aprire un centro di ascolto diocesano, che negli anni ha consentito una mappatura costante dei bisogni e delle risorse del territorio.
I primi anni di intervento hanno avuto come obiettivo primario testimoniare la vicinanza e l’impegno della Chiesa al fianco degli ultimi, mettendo in campo azioni di animazione pastorale in grado di fronteggiare le emergenze familiari e sociali rilevate nell’incontro quotidiano con i residenti.
Soggetti privilegiati dell’intervento in fase iniziale sono state le donne ed i minori, grazie alla promozione di percorsi di contrasto della prostituzione, della dispersione scolastica e del bullismo. Le risposte a bisogni emergenziali sono state elevate, grazie all’attivazione di un servizio di distribuzione di generi alimentari che in media, ancora oggi, fornisce aiuto a circa 120 famiglie residenti nel quartiere.
Proprio grazie alla presenza costante sul territorio ed alla condivisione del quotidiano insieme alle famiglie fragili, è stato possibile strutturare attività di sostegno consone ai bisogni, attivando servizi di orientamento ed accompagnamento volti alla tutela degli ultimi ed alla sensibilizzazione di Enti pubblici e privati circa il problema. Nel tempo, l’acquisizione di uno stile di intervento capace di promuovere una carità sempre più informata e vicina agli ultimi, ha consentito di ripensare la modalità di intervento nel quartiere, affiancando, alla cura e al sostegno delle persone che vivono in condizione di grave marginalità, la promozione di percorsi in grado di porre attenzione ad un verosviluppo integrale della persona, fulcro dell’azione pedagogica della Caritas.
Nasce, nel 2012, il Centro di Aggregazione ed Orientamento per la famiglia “A casa di Leo”, in collaborazione con il Comune di Potenza, che ha fornito i locali di circa 130 mq in comodato d’uso.
In 10 anni sono state incontrate, sostenute ed accompagnate circa un migliaio di famiglie, aprendo gli spazi del centro al resto della città e della diocesi. La scelta di abitare un contesto fragile e di promuoverne le risorse, si è infine sostanziata nel 2021 con l’inaugurazione, grazie ai fondi 8Xmille, di una nuova sede.
La scelta di accompagnare e valorizzare la famiglia e non più il singolo come destinatario di cura, ha permesso di strutturare l’intervento pedagogico seguendo due direttrici: orientare e sostenere grazie all’attivazione di servizi capaci di accompagnare i beneficiari nella conoscenza e tutela dei propri diritti, attraverso attività di orientamento ai servizi, segretariato sociale e all’attivazione di uno sportello legale, e contestualmente promuovere percorsi di promozione dell’agio, sviluppando processi educativi e di affiancamento familiare al fine di favorire la scoperta/riscoperta delle proprie risorse relazionali e materiali all’interno del nucleo familiare e sul territorio grazie alla strutturazione di eventi culturali, momenti aggregativi, laboratori ludico-educativi che nel tempo hanno visto il coinvolgimento attivo delle famiglie, con una particolare attenzione a donne e minori.
La sfida educativa si è quindi concretizzata nel contribuire alla ricostituzione del tessuto sociale del quartiere, nella promozione e animazione di comunità.
“A casa di Leo” – Bucaletto
Aiuta una famiglia a ripartire.
Nel quartiere più fragile di Potenza, oltre 120 famiglie hanno bisogno di supporto concreto.
“A casa di Leo” offre doposcuola, orientamento legale e attività per famiglie e bambini.
Dona ora.
Perché ogni famiglia sostenuta è un futuro che ricomincia.
Una comunità che si ricostruisce
Il centro è oggi un punto di riferimento educativo e sociale per il quartiere Bucaletto.
L’azione si concentra sulla famiglia, promuovendo percorsi di autonomia, consapevolezza e partecipazione, con l’obiettivo di ricostruire il tessuto sociale e generare comunità.
Una nuova casa
Grazie ai fondi 8xmille viene inaugurata una nuova sede.
È il segno di un progetto cresciuto nel tempo, capace di strutturarsi e ampliare il proprio impatto.
La nascita del centro
Nasce il Centro di Aggregazione ed Accompagnamento per la Famiglia “A Casa di Leo” in un prefabbricato concesso in comodato d’uso dal Comune di Potenza
L’ascolto che diventa azione
Grazie ad un Progetto 8xMILLE denominato “La Cittadella” è stato aperto il Centro di Ascolto Diocesano nel quartiere di Bucaletto
L’origine del quartiere
Bucaletto nasce come risposta al sisma: circa 700 prefabbricati per ospitare i terremotati.
Nel tempo il quartiere cambia volto, diventando luogo di fragilità e marginalità, segnato da isolamento, povertà e difficoltà di integrazione.