Il progetto Emmaus è nato dal desiderio di costruire uno spazio dove ospiti senza dimora, volontari ed operatori Caritas possano sentirsi a casa.
Abbiamo iniziato 4 anni fa, con l'idea di andare oltre la mera erogazione dei servizi attivi presso la nostra struttura, la Casa della Carità, ovvero: Centro di Ascolto, accoglienza notturna, mensa, docce, bagni pubblici, lavanderia.
Il senso del progetto è di aumentare il grado di partecipazione di ospiti, volontari e operatori alla vita della Casa della Carità, da un lato per rendere gli ospiti sempre più protagonisti e responsabili del proprio percorso esistenziale, dall’altro per avviare dinamiche di relazione capaci di oltrepassare i ruoli, pur necessari, tra operatori, ospiti, volontari.
Abbiamo organizzato dei momenti slegati dai tempi e dalle modalità dei servizi, a partire dai desideri degli ospiti e con l’obiettivo di stare, semplicemente, insieme: laboratori creativi, passeggiate culturali, gruppi di discussione per migliorare i servizi della casa, un percorso di teatro con una restituzione pubblica, una mostra in pieno centro a Treviso e molto altro.
Nessuna di queste iniziative era preconfezionata, le abbiamo tutte pensate e realizzate insieme. Sono stati momenti divertenti, in cui fare qualcosa di bello per tutti. Abbiamo iniziato a parlare di appartenenza alla Casa della Carità e quindi di partecipazione attiva, così che ognuno (ospiti, volontari, operatori) potesse mettere un proprio pezzetto e sentirla un po’ più sua.
Per il futuro abbiamo in mente molto altro: esperienze di vita comunitaria, altri laboratori, processi sempre più ampi di partecipazione. Ma, in puro “stile Emmaus”, sarà tutto da definirsi insieme!
Emmaus ci ha fatto osare, ci ha spinto oltre i nostri limiti. Quello che abbiamo capito finora è che il processo di partecipazione deve essere generato da noi per primi, con il nostro sguardo sulle cose, su noi stessi, sulle persone che abbiamo accanto. Tutti hanno qualcosa da dare, da dire, da scambiare: basta fare spazio e ascoltare.
Emmaus – Casa della Carità
Un luogo dove sentirsi parte
Qui l’accoglienza diventa relazione e partecipazione:
non solo servizi, ma persone che tornano protagoniste della propria vita.
Insieme costruiamo legami, fiducia, comunità.
Dona ora.
Perché sentirsi a casa può cambiare tutto.
La terza annualità Emmaus ci ha visto ancora più consapevoli della necessità di ascoltare gli ospiti come protagonisti, mettendo al centro le loro idee e le loro proposte e lasciandoci influenzare dal loro modo di vivere la Casa, i servizi, la relazione con volontari e operatori. Oltre a proseguire con laboratori di arte e teatro e con le uscite culturali, abbiamo preso parte ad una formazione sul tema della partecipazione aiutati da formatori Fio.PSD, che ci ha visti impegnati in sperimentazioni concrete di partecipazione con gli ospiti, per affrontare insieme problematiche legate alla vita quotidiana nella Casa. Abbiamo ripensato l’arredo di alcuni spazi comuni, aiutati da un’esperta di arte partecipativa, realizzando anche due murales. Al termine dell’anno, abbiamo progettato con ospiti e volontari una mostra, dal titolo “Poveri, ma…”, che ha restituito alla città di Treviso la bellezza e la forza dell’intero percorso di Emmaus e si è conclusa con l’esibizione di ospiti e volontari nello spettacolo frutto del laboratorio di teatro esperienziale.
da Novembre
Realizzazione di 2 murales presso gli spazi dell’accoglienza notturna, nella forma dell’arte partecipata.
È stato un momento di grande protagonismo degli ospiti, che hanno scelto come decorare gli spazi della casa e che messaggio esprimere. Vi hanno preso parte anche volontari e operatori.
Mostra “Poveri, ma…” situata in centro a Treviso, che racconta l’intero percorso Emmaus. L’ideazione e l’allestimento della mostra è stato organizzato in compartecipazione tra ospiti, volontari e operatori. L’evento si è aperto con una tavola rotonda in cui ospiti e volontari hanno presentato il progetto alla città. Gli ospiti hanno condotto le visite guidate degli spazi espositivi, per oltre 250 visitatori.
La mostra si è conclusa con una replica dello spettacolo “C’era una volta un pezzo di legno” alla presenza di un centinaio di cittadini.
https://www.italiacaritas.it/blog/rubrica/treviso-valentina-e-la-mostra-poveri-ma/
Uscita culturale alla Gypsotheca e al Tempio di Antonio Canova a Possagno.
2 gruppi di discussione partecipata con gli ospiti che dormono in accoglienza notturna: sono emerse numerose proposte rispetto all’allestimento degli spazi, alle regole di convivenza, ai bisogni spirituali e di socialità degli ospiti.
Spettacolo “C’era una volta un pezzo di legno”, a conclusione del laboratorio di teatro esperienziale. È stato un momento di svolta nel progetto: esibirsi in pubblico davanti a una cinquantina di spettatori non è poco per chi, solitamente, è abituato a non essere visto anche quando ne avrebbe bisogno.
Uscita culturale alla mostra “A World of Potential” a Venezia, esposizione interattiva che valorizza la collaborazione e l’ascolto dei reciproci talenti. Oltre al valore dell’esperienza proposta dalla mostra, la cornice della città di Venezia è stata particolarmente apprezzata: un’ospite non aveva mai visto Venezia e la gita di progetto ha costituito l’unica occasione possibile per lei di visitare la città.
Laboratorio di arteterapia – 2 incontri. Si sono alternati momenti di movimento libero, di condivisione delle emozioni e di espressione artistica.
Laboratorio di panificazione e pasticceria “Oggi si cucina” – 2 incontri, con pranzo condiviso al termine. Per molti ospiti, quella del laboratorio era la prima occasione in cui accedere agli spazi-cucina dove viene preparato il pasto serale.
Avvio dell’attività di pulizia compartecipata degli spazi del refettorio della mensa. La richiesta di partecipare attivamente alle pulizie è arrivata direttamente dagli ospiti dell’accoglienza notturna.
Lab di teatro esperienziale “C’era una volta un pezzo di legno” per ospiti e volontari – 15 incontri. Si è trattato di una vera e propria “scommessa”: la partecipazione ha chiesto di mettere in gioco le proprie emozioni, con costanza e puntualità, ed un impegno per imparare un copione a memoria.
Laboratorio di ri-uso artistico “Diamo nuova vita a oggetti e materiali”, condotto da un ospite artista – 2 incontri.
Realizzazione di un video che narra la Casa della Carità, per far conoscere a tutti questo spazio di solidarietà nel centro di Treviso. Il video è stato girato con la partecipazione di ospiti e volontari.
Nella seconda annualità ci siamo interrogati sui bisogni meno “primari” ma indubbiamente necessari per la realizzazione personale degli ospiti, come il sentirsi parte di una comunità e potervi partecipare portando qualcosa di sé. Abbiamo chiesto quali fossero gli interessi che avevano, scoprendo che molti di loro sono artisti di notevole talento, desiderosi di scoprire nuove forme di bellezza nel territorio e di condividere la propria passione con altri. A partire da maggio sono stati organizzati numerosi laboratori creativi. Alcuni sono stati condotti in prima persona dagli ospiti, che hanno messo a disposizione le proprie capacità a favore del gruppo. L’arte è stata il mezzo per conoscersi, valorizzare il talento di ognuno, accorciare le distanze tra ospiti, volontari, operatori e cittadini, nella libertà di una relazione genuina.
da Dicembre
Laboratorio di riuso creativo: “Diamo nuova vita a oggetti e materiali”, condotto da un ospite della Casa della Carità che è un artista. Semplici oggetti che appartengono alla vita quotidiana delle persone, distrattamente perduti “per strada”, diventano dei piccoli tesori per chi la strada la vive. Questo laboratorio ha permesso di sperimentare una forma d’arte libera, lasciando che gli oggetti e le emozioni diventassero quadri espressivi di quanto si sentiva.
Passeggiata culturale ai musei civici di Bassano e alla mostra fotografica “L’occhio di Parigi” di Brassaï, con pranzo condiviso al termine.
Per la giornata mondiale dei poveri si è organizzata una cena presso una pizzeria in città. È stato un segno, sia per le persone senza dimora che frequentano la mensa, sia per i clienti della pizzeria che si sono ritrovati a cenare accanto a chi solitamente non ha possibilità di accesso in questi luoghi.
Laboratorio di caricature condotto da un ospite della Casa della Carità che è fumettista – 2 incontri. Lui stesso scrive: “La caricatura è uno strumento di confronto, di ironia e autoironia; è un linguaggio universale, alla portata di tutti. Il volto degli altri diventa lo specchio riflettente del proprio. Una superficie da riempire in modo giocoso, annullando di fatto le barriere di religione, idioma, etnia, sesso. Un modo di divertirsi, di stare insieme e ridere di se stessi e degli “altri” e con gli “altri”, in un rispettoso confronto con il prossimo.”
Passeggiata culturale alla Biennale Arte 2024 “Stranieri ovunque”, a Venezia. È stata un’esperienza per creare gruppo tra operatori, volontari, ospiti e per uscire dall’ordinario della vita della Casa della Carità e apprezzare insieme proposte artistiche molto diverse.
Laboratorio di ceramica: “Il volto: ma tu come mi vedi?” – 5 incontri. La lavorazione della ceramica dà a tutti la possibilità di creare qualcosa da un pezzo di argilla. Durante gli incontri ogni partecipante aveva uno specchio, per vedere il proprio volto e provare a modellarlo; un esercizio che richiede capacità di mettersi a nudo e dare forma a ciò che si vede di sé, valorizzando le unicità di ognuno e di ognuna.
Nel 2023 siamo partiti da un’analisi di ciò che vedevamo nei nostri territori, a partire dalle storie delle persone che ogni giorno incontriamo e dalla rete con attori anche molto diversi da noi, per comprendere i bisogni reali degli ospiti della Casa della Carità e dare a tutti l’accoglienza che spetta per diritto e per giustizia ad ogni essere umano. Ci siamo resi conto che prendersi cura dell’altro significa dedicare tempo, spazio fisico e mentale, disponibilità a rivedere costantemente le strade da intraprendere. Dopo aver svolto un lavoro di riflessione interna e ottimizzazione dei servizi, eravamo pronti a partire!