Il progetto Nuove Vie nasce dall’incontro tra un bisogno concreto e una visione: quella di offrire a persone in situazione di fragilità non solo un sostegno temporaneo, ma un’opportunità reale per rimettersi in gioco.
In un contesto in cui molte persone – in particolare donne – si trovano ai margini del mondo del lavoro, con poche occasioni di formazione e scarse possibilità di autonomia economica, è emersa l’urgenza di costruire percorsi nuovi, accessibili e concreti.
Fin dall’inizio, l’idea non è stata quella di proporre attività astratte o puramente teoriche, ma di creare spazi in cui imparare facendo, riscoprendo capacità spesso messe da parte e trasformandole in competenze spendibili. È così che prendono forma le due anime principali del progetto: il laboratorio di sartoria e il corso per assistente familiare, due percorsi diversi ma profondamente complementari.
Il laboratorio di sartoria si è rivelato fin da subito molto più di un semplice corso. È diventato uno spazio quotidiano di incontro, un luogo in cui le partecipanti hanno potuto sedersi una accanto all’altra, condividere storie, difficoltà e progressi, mentre imparavano a utilizzare macchine da cucire, a tagliare tessuti, a realizzare capi e piccoli manufatti. All’inizio, per molte, si trattava di un terreno completamente nuovo, affrontato con timidezza e insicurezza. Con il tempo, però, quel timore ha lasciato spazio alla curiosità, poi alla manualità, fino ad arrivare a una vera e propria padronanza delle tecniche di base della sartoria.
Il laboratorio ha avuto una dimensione profondamente trasformativa: vedere un oggetto prendere forma dalle proprie mani ha significato, per molte partecipanti, recuperare fiducia in sé stesse. Non si è trattato solo di apprendere un mestiere, ma di riscoprirsi capaci, creative, utili. In alcuni casi, questa esperienza ha aperto anche prospettive più ampie, facendo intravedere la possibilità di piccoli lavori, collaborazioni o percorsi futuri legati al settore.
Parallelamente, il corso per assistente familiare ha intercettato un bisogno altrettanto concreto, ma su un piano diverso. Il territorio richiede sempre più figure in grado di prendersi cura di persone anziane o non autosufficienti, e il progetto ha scelto di investire proprio su questa opportunità. Il corso è stato strutturato per fornire non solo conoscenze teoriche, ma soprattutto competenze pratiche legate alla cura quotidiana: dall’igiene della persona alla gestione della casa, fino agli aspetti relazionali, fondamentali in un lavoro così delicato.
Durante il percorso, le partecipanti hanno imparato cosa significa davvero prendersi cura di qualcuno, sviluppando attenzione, empatia e senso di responsabilità. Non è stato solo un apprendimento tecnico, ma anche umano: entrare in relazione con la fragilità altrui ha richiesto consapevolezza e maturità, e proprio per questo il corso ha rappresentato un passaggio importante anche sul piano personale.
Col tempo, il progetto ha preso forma e si è consolidato proprio grazie a queste esperienze. Quello che all’inizio era un tentativo di rispondere a un bisogno si è trasformato in un percorso strutturato, capace di generare cambiamenti visibili. Le partecipanti non sono rimaste semplici beneficiarie, ma sono diventate protagoniste di un processo di crescita che le ha coinvolte in prima persona.
L’impatto si coglie nei piccoli e grandi cambiamenti: nella sicurezza acquisita, nella capacità di immaginare un futuro diverso, nella possibilità concreta di inserirsi in un ambito lavorativo. Il territorio stesso ne beneficia, perché si arricchisce di competenze e di persone più autonome, più consapevoli, più integrate.
Raccontare Nuove Vie significa allora raccontare un percorso fatto di gesti quotidiani, di apprendimento lento ma costante, di relazioni che si costruiscono nel tempo. Significa raccontare come, attraverso un laboratorio di sartoria e un corso per assistente familiare, sia possibile aprire davvero nuove strade, rendendo il cambiamento qualcosa di concreto, visibile e, soprattutto, possibile.
Nuove Vie
Imparare, lavorare, ripartire.
Per molte donne, rimettersi in gioco sembra impossibile.
Con “Nuove Vie” diventa reale: formazione concreta, competenze, lavoro.
Sartoria e cura: mani che imparano, vite che cambiano.
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Il progetto “Nuove vie” ha iniziato il suo proseguo con la II edizione nel mese di febbraio 2026. A partire dal mese di aprile prenderà il via, fino alla fine di novembre il corso di “assistente familiare” per i detenuti maschi. Purtroppo anche se questa attività era prevista nella prima edizione del progetto, purtroppo per dei rallentamenti nella fase iniziale dovuti a cambiamenti di gestione nel personale del carcere, questa attività proseguirà nella seconda edizione.
Da settembre a novembre anno avuto inizio le attività del progetto (tra cui il corso di cucito) che si sono concluse nel mese di gennaio 2026.
Da giungo a luglio sono stati attivati i protocolli d’intesa con le varie associazioni che poi avrebbero aderito o collaborato con il progetto.
In occasione della Santa Pasqua sua Ecc.za Mons. Giorgio Ferretti ha celebrato la messa all’interno della sezione femminile del carcere di Foggia, accompagnato da un operatrice del centro di ascolto Caritas Diocesana e dal Direttore Caritas. In quella occasione, parlando con le detenute, con gli assistenti penitenziari e con il Direttore della struttura, è nato il desiderio di progettare qualcosa che potesse aiutare sia la struttura stessa che le detenute a migliorare la propria condizione. Nel mese di giugno 2025, è stato presentata l’idea progettuale a Caritas Italiana che ha poi approvato e finanziato il progetto.