Mensa della Caritas diocesana.
Trascrizione video
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Purtroppo con le condizioni fisiche che ho
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non riesco a lavorare.
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Purtroppo la bastonata succede a tutti
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ai ricchi e ai poveri.
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Mi hanno dato una grande mano
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mi hanno voluto bene
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mi hanno dato fiducia.
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Tutto è iniziato da mia madre.
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Tutti arrivano qui da storie diverse e da strade diverse
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ma con la stessa volontà di mettersi al servizio.
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Nell’84 ho avuto un incidente stradale.
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Mi sono sempre trovato in svantaggio
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perché ho anche il problema del bere.
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La mia storia è cominciata
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perché ho cominciato a giocare alle macchinette.
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È stata la mia rovina perché
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ho cominciato a buttare parecchi soldi
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e il matrimonio è andato a monte.
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Ho iniziato nel 2016 con un infarto
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che mi ha debilitato un po’
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sia fisicamente che un po’ psicologicamente.
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La mensa del Centro “Santi Mario, Marta e Figli”
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nasce ormai alcuni decenni fa.
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Come tutte le cose che riguardano l’aiuto al prossimo
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nasce originariamente in maniera un po’ spontanea
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perché delle signore, delle volontarie
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si accorgono di questo bisogno sul territorio.
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Vedevo sempre mia madre tornare a casa molto felice
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e allora un giorno le chiesi:
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«Mamma, ma tu dove vai?»
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E lei mi disse:
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«Ho conosciuto delle signore che vanno in Caritas
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ad aiutare delle persone che hanno bisogno».
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Ci fecero notare che non era tutto fatto a norma di legge
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e quella fu l’occasione in cui
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si iniziò a progettare in maniera strutturata.
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Anche grazie ai fondi CEI 8xmille
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i locali e tutte le attrezzature
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furono ristrutturate e fatte secondo le norme.
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Decisi di andare anch’io
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per vedere cosa si provava.
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Da quel giorno poi non mi sono più staccata
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e ho capito che quello che provava mia madre
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lo provavo anch’io
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cioè tornavo a casa felice
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come se avessi scalato una montagna molto alta.
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L’aiuto che diamo noi
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tutti i volontari compresa me
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è un aiuto gratuito
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che riesce a inserirli anche magari in un contesto
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che non è solo il dare cibo o farsi una doccia.
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Adesso faccio anche un po’ di volontariato
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perché sono uscito dall’alcol
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ho fatto un po’ progressi ma c’è voluto molto molto tempo.
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Ringrazio Dio di aver trovato queste persone che mi stanno dando veramente una mano.
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Faccio solo del bene, aiuto il prossimo
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quello che non ho fatto prima io.
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L’ho fatto ma l’ho fatto di meno non l’ho fatto col cuore.
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Adesso lo faccio col cuore e con l’anima.
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Aiutare il prossimo.
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Il servizio che faccio qua per me è gratificante.
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Io non do a loro
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ma loro mi lasciano un segno quando vado a casa.
A Ladispoli, vicino Roma, c’è una mensa aperta tutto l’anno per chi ha perso lavoro e famiglia.
Dedicato a persone con estrema povertà e alle marginalità, il centro offre un servizio di mensa diurna aperto 365 giorni all’anno, docce e distribuzione di abiti e coperte, un ambulatorio odontoiatrico e medico, con distribuzione di medicinali.
ricevuti
I numeri del progetto
365
giorni di apertura nell’anno.
13.000
pasti erogati in un anno.
3.000
accoglienze al servizio docce e vestiario.
52
persone in cura presso lo studio odontoiatrico.
I valori del progetto
La gioia del dare aiuto.
In un ambiente familiare, operatori e volontari condividono con gioia alcuni momenti della giornata con gli ospiti: un aiuto gratuito che non si concretizza solo nella preparazione di un pasto caldo, ma nel reinserimento della persona nel contesto sociale, con una rinnovata dignità.
Un impegno quotidiano.
La mensa è aperta 365 giorni all’anno, per cui richiede un impegno costante da parte dei circa 40 volontari che si alternano durante la settimana. Il pranzo viene preparato al momento, nelle cucine della struttura, per cui è necessaria una coordinazione e una precisa gestione degli alimenti.
Un posto da cui ripartire.
Gli ospiti sono per la maggior parte cittadini italiani senza fissa dimora, o che non riescono a provvedere ai loro bisogni primari. Ritrovata la forza di ricominciare, alcuni ospiti diventano a loro volta volontari, un primo passo di responsabilità in attesa del reinserimento nella società.
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