PROGETTI

Casa Santa Elisabetta, condominio solidale per le mamme e i loro figli.

A Verona, c’è una casa accoglienza dove le mamme in difficoltà e i loro bambini ricevono un aiuto per tornare a sperare.

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Otto mini-appartamenti dove le donne sole con i propri bambini possono ritrovare la serenità e tornare ad essere totalmente autonome, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Operatori e volontari organizzano attività educative e formative ed aiutano le giovani mamme a sviluppare relazioni sociali sane.

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Questa iniziativa

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l’opera che abbiamo realizzato

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in questa parte di questo monastero di clausura

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è stata realizzata proprio per accogliere
delle persone che erano in difficoltà

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dei nuclei familiari in difficoltà.

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Grazie a una consistente destinazione dell’8xmille

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da parte della nostra Diocesi

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è stato possibile recuperare
tutti questi otto appartamenti.

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Quest’opera si trova nel cuore di Verona

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ed è una parte di un monastero
di suore di clausura che ci è stato donato

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perché potessimo realizzare un’opera di carità
a favore di donne con minori.

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Posso dire di aver incontrato
delle persone speciali

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alle quali diamo delle cose
ma dalle quali riceviamo tanto.

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Siamo nati in Argentina.

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Abbiamo avuto la famiglia.

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Abbiamo due bambini.

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Eravamo in Argentina.
Avevamo il lavoro, una casa.

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Eravamo messi bene.

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Alla fine è arrivato il covid

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e ci sono accadute un paio
di situazioni particolari

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come un licenziamento.

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Abbiamo pensato a traslocare e fare tutto

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era pianificato ordinato
avevamo fatto tutti i calcoli.

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Quello che non avremmo pensato mai
è che sarebbe stato così difficile

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trovare un alloggio, un posto,
un appartamento per la famiglia.

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Per gli ospiti che vengono a vivere
in questa che per loro è un po’ un’oasi

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tra l’altro molto insperata

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perché appunto al termine normalmente di quello
che è l’accompagnamento delle istituzioni.

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È una speranza che si riaccende.

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Loro non si sentono più soli
non si sentono abbandonati

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vedono che possono anche tra di loro aiutarsi.

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Sentono che c’è un accompagnamento
che gli consente di fare l’ultimo gradino.

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Poi si conoscono

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e questo è quello che consente
di creare quella rete di solidarietà

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che tante volte poi qualcuna di queste famiglie

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continua a mantenere anche quando poi
raggiungono un’autonomia all’esterno.

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Il momento più difficile è
stato quando siamo arrivati.

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Per me era difficile perché arrivavamo
da un Paese dove la lingua era una complicazione.

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Non parlavamo quasi per niente.

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Abbiamo cercato tanti appartamenti

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ma sempre la risposta era: No.

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Il giorno che mi ha chiamato Lucia per dirmi:

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Natalia abbiamo l’appartamento per voi!

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Quello è stato una gioia incredibile.

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L’importanza di quest’opera per la comunità

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è fare un’esperienza di accoglienza

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e sperimentare concretamente
che aprire le porte è un guadagno.

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Non c’è da perdere nell’accoglienza.

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Accogliere ne vale sempre la pena.

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Chi ha firmato per l’8xmille ci ha consentito
di aggiungere quest’ultimo anello della catena

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di un recupero di queste famiglie

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per agganciarle poi alla piena
autonomia e indipendenza.

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E con questo gesto saremo in
grado probabilmente domani

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di vedere qualche cosa di
buono realizzato attorno a noi.

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Non costa nulla però rende molto.

I numeri del progetto

8

appartamenti.

19

persone accolte.

11

volontari coinvolti.

12

laboratori attivi.

I TEMI

Le aree di intervento

Questo progetto è presente nelle seguenti aree di intervento.
Scopri altri progetti appartenenti allo stesso tema.

I valori del progetto

Una piccola comunità.

Ogni famiglia ha il proprio appartamento, ma gli spazi comuni sono fondamentali. C’è una sala ricreativa interna dove i bambini giocano e studiano insieme ed una bellissima corte esterna. Questi ambienti sono utilizzati anche per ospitare laboratori e cene condivise. L’obiettivo è favorire i rapporti di amicizia e di aiuto reciproco tra tutti gli ospiti della struttura.

Un percorso di autonomia.

Il Centro di ascolto Caritas gestisce gli accessi su segnalazione dei servizi sociali. Solitamente, le famiglie che accedono agli alloggi di Casa Santa Elisabetta hanno già una piccola entrata economica e possono pertanto contribuire al pagamento delle utenze. Questo è un gesto importante nel percorso di crescita, perché responsabilizza verso una nuova e completa indipendenza.

Si cresce insieme.

Gli operatori e i volontari organizzano attività culturali e corsi extra-scolastici per gli ospiti della Casa. Gli spazi comuni e lo spirito di condivisione permettono ai bambini di poter crescere insieme, confrontandosi e aiutandosi. La socializzazione, lo scambio e le relazioni sono fondamentali per imparare a gestire i rapporti sociali e per scoprire le proprie potenzialità.

Dove Siamo

A Verona, in via Provolo, nell’ex monastero di Santa Elisabetta delle Sorelle Povere di Santa Chiara, affidato alla Caritas diocesana veronese.

Dettaglio

Regione
Triveneto
Diocesi
Verona
Località
Verona
Ambito
Carità
Destinati
€ 500.000
Anno: 
2018-2019
Sito

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