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Venafro, la Concattedrale si conferma custode secolare di un’eredità preziosa

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA
2023

 

Assegnato un contributo di 160.000 euro per un intervento di restauro che ha interessato il Duomo di Venafro.  Iniziati nel 2023 i lavori hanno riguardato  la copertura, la canonica e le facciate, con l’obiettivo di consolidare strutturalmente il complesso e conservarne l’identità storica​. 

Nel cuore di Venafro, ai piedi del suggestivo Parco Oraziano, sorge la Concattedrale di Santa Maria Assunta, massima espressione architettonica e religiosa della città molisana. Conosciuto come Duomo di Venafro, questo edificio rappresenta un crocevia millenario di fede, arte e storia. Le sue origini risalgono al V secolo, quando il vescovo Costantino edificò la prima chiesa sui resti di un tempio pagano, utilizzando elementi romani e paleocristiani. Dopo secoli di distruzioni, saccheggi e terremoti, l’attuale struttura venne ricostruita nel XI secolo per volontà del vescovo Pietro di Ravenna. Nel tempo, la Concattedrale ha attraversato vicende complesse: dagli incendi imposti dall’imperatore Ludovico all’occupazione delle truppe di Carlo VIII nel 1495. Nei secoli XVII e XVIII, l’edificio fu profondamente trasformato in stile barocco, salvo poi essere riportato, tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, al suo più autentico impianto gotico-medievale.

L’interno a tre navate custodisce affreschi del XIV secolo, tra cui una straordinaria Crocifissione e un albero profetico simbolico, emersi nel 1935. Notevole è il “Cappellone” del SS. Sacramento, mentre all’esterno si contano cinque portali, uno dei quali – attivo dal 1508 – è riconosciuto come porta santa. Tra i tesori scultorei si distingue il bassorilievo dell’XI secolo noto come “Marzo Settecappotti”. Suggestiva, infine, la figura consumata di un demone baffuto scolpita alla base di una colonna: un enigmatico richiamo a simbologie templari.

 

Totale fondi 8xmille
ricevuti

160.000

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