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Palermo, una chiesa incompiuta che racconta una comunità

CHIESA DI SANT'ESPEDITO

Nel tessuto urbano di Palermo, tra le strade eleganti del quartiere borghese sviluppatosi a cavallo tra Ottocento e Novecento, si trova un edificio religioso dalla storia peculiare: la Chiesa di Sant’Espedito, situata in via Nicolò Garzilli. La sua presenza discreta, ma profondamente radicata nella vita spirituale della città, ne fa un caso emblematico di devozione popolare e architettura del primo Novecento. Assegnato un contributo di 8931 euro per un intervento di restauro.

Dedicata a Sant’Espedito, martire del IV secolo e patrono delle cause urgenti e dei commercianti, la chiesa nasce da un culto introdotto nel 1899 da un gesuita, con l’approvazione del Cardinale Michelangelo Celesia. La popolarità del santo crebbe rapidamente in un contesto urbano come quello palermitano, dinamico e segnato da una religiosità viva e immediata. Il progetto architettonico fu affidato a Giuseppe Armò, figura di spicco del liberty palermitano. L’edificio, a navata unica, riflette i canoni estetici del tempo: linee fluide, sobrie decorazioni e una ricerca armonica dell’equilibrio tra funzione e forma. Tuttavia, la costruzione fu rallentata da diverse vicissitudini e rimase incompiuta a lungo. Solo il 19 marzo 1936, festa di San Giuseppe, fu celebrata la solenne benedizione da parte del Cardinale Luigi Lavitrano, nonostante i lavori non fossero ancora conclusi.

Il primo parroco, Mons. Nunzio Mineo, ricoprì un ruolo centrale nella storia della chiesa. Oltre a completarne parzialmente la struttura, redasse un prezioso Chronicon parrocchiale che ne documenta la vita fino al 1979. La sua opera fu continuata da Don Giuseppe Pita e, dal 2010, da Padre Pietro Magro, che ha mantenuto viva la missione pastorale in un’area urbana in continua evoluzione. Oggi la Chiesa di Sant’Espedito si distingue non per fasti monumentali, ma per un’atmosfera accogliente, sobria e raccolta. È luogo di preghiera quotidiana, ma anche testimonianza concreta di come un edificio religioso possa diventare centro identitario per una comunità, pur restando fuori dai circuiti turistici più battuti. La sua posizione, a due passi da Piazza Castelnuovo e Via Dante, la colloca in un contesto architettonico e culturale significativo, che merita attenzione anche sotto il profilo della valorizzazione del patrimonio storico minore.

Totale fondi 8xmille
ricevuti

8.931

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