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Nepi, il duomo ritrovato

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA E SANTA ANASTASIA
2021

Effettuati i lavori di consolidamento e restauro delle coperture della chiesa di Santa Maria Assunta e Sant’Anastasia, duomo di Nepi. Il contributo assegnato per i lavori di ristrutturazione dell’edificio compreso nella diocesi di Civita Castellana è di 434.888 euro.

Un affetto particolare, lega la comunità di Nepi al suo duomo, la basilica concattedrale di Santa Maria Assunta e Sant’Anastasia, nella diocesi di Civita Castellana. Anche in virtù di questo legame, erano molto attesi i lavori di ristrutturazione che hanno riguardato l’edificio, consolidato e restaurato nelle sue coperture grazie ai fondi 8xmille alla Chiesa cattolica. L’intervento è stato richiesto il 20 settembre 2020, con lavori partiti nel novembre 2021. Costruita presumibilmente su uno spazio di culto dedicato al tempio romano di Giove, la cattedrale di Nepi ha una facciata preceduta da un portico a tre archi, inserito fra corpi di fabbrica. L’interno è a cinque navate divise da pilastri. Sulle pareti della navata centrale sono dipinte scene della vita di Maria, sulla volta l’Incoronazione di Maria fra Santi. Nel presbiterio colpisce la finta cupola dipinta, mentre nell’abside è raffigurata la Gloria di Maria Assunta in Cielo. Sulla parete absidale sono raffigurate, invece, scene della vita di san Romano martire, primo vescovo e patrono di Nepi, le cui reliquie sono conservate sotto l’altare maggiore, in un sarcofago di marmo. La cripta costituisce la testimonianza più importante della chiesa medievale. Si tratta di un vasto ambiente rettangolare a tre absidi, articolato in trentasei campate divise da colonne e coperte con volticelle a crociera. Grande varietà è nella decorazione dei capitelli, che presentano alcuni forme geometriche molto semplici, altri elementi vegetali e altri ancora figurine animali, umane e di esseri mostruosi. Il 2 dicembre 1798 l’edificio venne incendiato dalle truppe napoleoniche e numerosi arredamenti andarono distrutti. Durante la visita di Pio VII, nel 1805, risulta ancora distrutto. Viene ricostruito nuovamente tra il 1818 e il 1840 e riaperto al culto nel 1831.  Una successiva opera di ristrutturazione, viene eseguita nel 1868 dagli artisti Domenico Toti e Ludovico De Mauro. Nel 1901 fu rifatta la pavimentazione.

 

Totale fondi 8xmille
ricevuti

434.888

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