L’Aquila, un progetto d’integrazione di giovani e uomini senza dimora
Quarta annualità per il progetto “Una casa per ripartire pensando al futuro”, che attiverà due laboratori per implementare l’integrazione sul territorio di giovani e uomini senza dimora. Al progetto è stato assegnato un contributo di 100mila euro.
Con il progetto “Una casa per ripartire pensando al futuro”, arrivato alla sua quarta annualità, la Caritas diocesana de L’Aquila intende potenziare le attività della progettazione pluriennale già presentata in precedenza. Nello specifico, questa annualità prevede l’attivazione di due laboratori. Il primo laboratorio si chiamerà “Il cantiere dei ricordi”, e nasce dall’idea di fondo di conoscere il passato per comprendere e vivere appieno il presente. Nello specifico, il progetto avrà come obiettivo la testimonianza e la sensibilizzazione del territorio sul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza, con una particolare attenzione verso gli adolescenti, proprio per far sì che il tema venga compreso e inglobato dalla fascia giovanile. L’altra direttrice laboratoriale, denominata “Io…Alphabet”, volge alla formazione linguistica con una speciale attenzione all’integrazione sociale sul territorio. I beneficiari saranno gli uomini accolti all’interno di “Casa Abbraccio”, una struttura situata nella frazione di Paganica che si propone di offrire un’accoglienza temporanea a uomini che necessitano di una dimora, nata anche per favorire l’accoglienza in un ambiente che assicuri le essenziali necessità di protezione. L’obiettivo di “Casa Abbraccio” è quello di creare una realtà in cui verificare e potenziare le competenze socio-relazionali come il rispetto di sé e degli altri, attraverso il supporto di operatori e volontari diocesani e parrocchiali.
Totale fondi 8xmille
ricevuti
€ 100.000
Dove siamo
- Località: L'Aquila
- Diocesi: L'Aquila