Catanzaro, il progetto Caritas che riscrive il futuro dei detenuti
Entusiasmo e senso di carità verso le persone in difficoltà è ciò che anima gli operatori Caritas di Catanzaro – Squillace per interventi di aiuto, sostegno e controllo finalizzati alla rieducazione dei condannati. Il progetto “Casa mia” è indirizzato prevalentemente a detenuti e la gestione sarà affidata alla Caritas diocesana. Il contributo assegnato è di 69.700 euro.
Iniziativa congiunta della Caritas di Catanzaro-Squillace, dell’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna, e della Casa Circondariale “Ugo Caridi”, che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, ” Casa mia” punta a reinserire nella società detenuti e soggetti in esecuzione penale intramuraria ed esterna, offrendo loro un’alternativa abitativa e un percorso di reinserimento. Con uno sguardo attento alle necessità di chi è stato privato della propria libertà, la casa offre non solo un luogo dove vivere, ma un ambiente di sostegno per il recupero della dignità personale e la preparazione a una vita attiva nel tessuto sociale. Il progetto si rivolge particolarmente ai giovani detenuti e a chi, per varie ragioni, non ha la possibilità di scontare gli arresti domiciliari nella propria casa.
La Caritas non solo mira a ridurre il tasso di recidiva, ma si impegna attivamente nella lotta contro lo stigma che accompagna spesso chi esce dal carcere, promuovendo l’inclusione sociale.
Totale fondi 8xmille
ricevuti
€ 69.700
Dove siamo
- Località: Catanzaro
- Diocesi: Catanzaro - Squillace