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Busseto, ripristino del Santuario Mariano e della memoria verdiana

CHIESA DEL SANTISSIMO NOME DI MARIA
2023

Sono stati avviati nel luglio 2023 i lavori di ripristino e restauro che hanno riguardato la chiesa del Santissimo Nome di Maria di Busseto, nella diocesi di Fidenza. Un luogo importantissimo sia per la devozione mariana locale che per il legame con Giuseppe Verdi. Il contributo assegnato è di 300mila euro.

La presenza sul territorio di Busseto di un antico santuario mariano è preziosa testimonianza dei secoli passati e della tradizionale devozione alla Vergine Maria, un tempo molto diffusa nelle campagne. La chiesa del Santissimo Nome di Maria di Busseto, nella diocesi di Fidenza, meta consueta di pellegrinaggi, è espressione piena di questa devozione. Grazie ai fondi 8xmille, nel santuario sono partiti nel luglio 2023 alcuni importanti interventi di ristrutturazione per il consolidamento e la manutenzione dell’edificio, situato anche in una zona da attenzionare a livello sismico. Nello specifico, gli interventi riguardano il consolidamento e il restauro dei locali per l’attività pastorale, della canonica e dell’annesso campanile. I lavori di ripristino e messa in sicurezza risultano particolarmente importanti anche perché la chiesa del Santissimo Nome di Maria rappresenta un monumento di arte, di spiritualità e di memoria verdiana. Qui, infatti, Giuseppe Verdi adolescente andava ogni domenica ad accompagnare con l’organo il canto del Vespro. La maestosa costruzione, a pianta centrale absidata, venne eretta tra il 1690 e il 1695-96 dall’architetto don Francesco Callegari per custodirvi una miracolosa immagine “a fresco” della Vergine Maria, collocata fin dal secolo XV in una cappellina nei Prati della Colombarola; l’esterno e la facciata restarono incompiuti. Nella cappella di destra è una bellissima cornice intagliata della fine del Seicento, che racchiude la coeva Sacra Famiglia e Santi, copia dal dipinto del parmense Girolamo Bedoli al Museo di Capodimonte a Napoli. Altre monumentali cornici della stessa epoca sono nella cappella a sinistra e nell’abside. Quest’ultima è forse opera di Giovanni Setti, attivo a Piacenza nell’orbita dei Farnese. Il santuario è tradizionale meta di pellegrinaggi, anche dalle vicine diocesi di Cremona, Parma e Piacenza.

Totale fondi 8xmille
ricevuti

300.000

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