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“Giubilo Anch’io”: in carcere, un cammino per ricominciare

Diocesi di Nuoro Servizio Caritas
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Papa Francesco, aprendo la Porta Santa nel carcere di Rebibbia il 26 dicembre 2024, ha ricordato che «la speranza non delude, mai!», invitando a tenere «la corda in mano, con l’ancora della speranza» e ad aprire non soltanto una porta esterna, ma le porte del cuore.
Da queste parole nasce il significato di “Giubilo Anch’io”, progetto realizzato in carcere grazie al contributo dell’8xmille per vivere il Giubileo della Speranza mettendo al centro la dignità della persona e la possibilità di ricominciare.

Attraverso laboratori di teatro, scrittura e ristorazione, il progetto ha coinvolto quotidianamente circa 50 persone detenute, offrendo occasioni per esprimersi, acquisire consapevolezza e competenze e tornare a sentirsi parte di una comunità.
Il teatro ha dato voce alle storie personali, la scrittura ha favorito il racconto e la riflessione, la ristorazione ha trasmesso competenze utili per il futuro.
Un momento importante è stato quello della Missione popolare, preceduta da un ciclo di catechesi condotte dalle associazioni di volontariato: un percorso di ascolto, incontro e riscoperta della dimensione spirituale.

Accanto alle persone detenute sono stati coinvolti famiglie, personale penitenziario, volontari, comunità ecclesiale e civile.
Caritas, cappellano, personale penitenziario, volontari e professionisti esterni hanno costruito una rete di ascolto e accompagnamento, perché il reinserimento richiede legami, superamento dei pregiudizi e una comunità capace di accogliere.

Il valore del progetto si è tradotto anche in piccole conquiste: trovare il coraggio di raccontarsi, scoprire nuove capacità, ricostruire rapporti familiari, imparare un mestiere e tornare a guardare con fiducia al futuro.
Non solo, quindi, prepararsi all’uscita dal carcere, ma iniziare un cambiamento già nel presente, nella consapevolezza che la dignità rimane e che ogni storia può ancora avere un nuovo inizio.
Il percorso si è concluso con la partecipazione al Giubileo a Roma, insieme al cappellano, ai volontari, agli educatori e agli operatori: un’esperienza di fede, preghiera e condivisione che ha rafforzato relazioni e senso di comunità.

Il cammino prosegue oggi con “Giubiliamo insieme”, per continuare a costruire relazioni e rafforzare quella rete di fiducia e speranza che mette al centro la persona e la possibilità di ricominciare.

Le nostre attività

Laboratorio Teatrale Laboratorio di Scrittura Giornalistica Laboratorio di Ristorazione Laboratorio di Scrittura Autobiografica Servizio di Ascolto Catechesi Missione Popolare Pellegrinaggio Giubilare

I referenti sul campo

Suor Pierina Careddu - Direttore Caritas- Responsabile e Coordinatore
Don Roberto Dessolis - Cappellano - Referente Missione Popolare
Franca Sanna - Direttrice laboratorio Ristorazione
Luciano Piras - Docente laboratorio di Scrittura Giornalistica
Carla Chiappini - Docente laboratorio scrittura autobiografica
Paolo Floris - Docente laboratorio Teatro
Anna Buttu - Volontaria Opera Esercizi Spirituali
Luca Aru - Neocatecumenali
Manuela Porcu - Rinnovamento dello spirito

La squadra

1 Responsabile Coordinatore
1 Cappellano
10 Parroci
4 Docenti Laboratori
20 Volontari

Operano con noi

Casa Circondariale di Nuoro La Direzione della Casa Circondariale di Nuoro Badu e Carros la Garante dei Detenuti

I risultati

50 Detenuti partecipanti ai laboratori
70 Detenuti partecipanti alla catechesi
120 Detenuti destinatari della Missione Popolare
18 Partecipanti al Pellegrinaggio Giubilare
40 Famiglie destinatarie indirette

Le testimonianze

Il Giubileo dei detenuti mi ha toccato profondamente , lasciando in me emozioni che porterò a lungo; come volontaria mi sono sentita parte di un’esperienza autentica e preziosa. Ho condiviso momenti intensi, silenzi, domande, sorrisi e abbracci che mi hanno fatto stare bene e sentirmi accolta; l’incontro con i detenuti mi ha ricordato quanto la fragilità e la speranza possano convivere nello stesso cuore.

Francesca Seddone, volontaria

La cosa che mi è piaciuta di più di questa esperienza è stata poter condividere insieme a tutti gli altri i miei pensieri e i miei sentimenti. In principio ho avuto qualche difficoltà, poi è diventato tutto naturale. Ho scoperto su di me la condivisione con gli altri dei nostri pensieri ed è una cosa bellissima.

Alessandro, detenuto

Quando ho sentito parlare del progetto “Giubilo Anch’io”, qualcosa mi ha colpito profondamente: l’entusiasmo di chi lo raccontava e, soprattutto, il fatto che quell’entusiasmo diventasse impegno, presenza e gesti concreti.
Mi sono sentito coinvolto personalmente. Ho capito che anch’io potevo fare la mia parte, non limitandomi a guardare, ma mettendomi in gioco e progettando insieme agli altri risposte capaci di restituire a ogni persona la dignità che le appartiene.
Questa esperienza mi sta facendo scoprire che il carcere non è un mondo lontano da noi. Ci riguarda. E quando la comunità civile sceglie di esserci, di ascoltare e camminare insieme, anche i muri possono trasformarsi in ponti di incontro.
Per me, il progetto Giubileo è diventato soprattutto questo: la possibilità di sentirmi parte di una comunità che non lascia indietro nessuno

Antonio, cittadino della comunità

La sfida in corso

OGNI STORIA PUÒ AVERE UN NUOVO INIZIO.

Aiutaci ad accompagnare le persone detenute attraverso percorsi di formazione, ascolto e crescita, per costruire nuove competenze e possibilità.

Dona ora.
Perché oltre ogni errore c’è una persona. E un futuro ancora da costruire.

IBAN: IT42R0200817302000005356440

Gli ultimi aggiornamenti

2026

L’opera continua e si sviluppa attraverso il progetto “Giubiliamo insieme”, che raccoglie e rilancia l’esperienza maturata, rafforzando la collaborazione tra Caritas, istituti penitenziari, associazioni, parrocchie e comunità civile. L’obiettivo rimane quello di accompagnare le persone detenute in percorsi di dignità, speranza, inclusione e reinserimento nella comunità.

2025

L’esperienza si è inserita nel Progetto “Giubilo Anch’io”, in sintonia con il Giubileo e con l’invito a costruire percorsi di speranza e dignità. Le attività si sono orientate sempre più verso l’inclusione sociale, la formazione e il reinserimento lavorativo, rafforzando la collaborazione con il territorio.

2014

L’opera nasce nel dall’esigenza di accompagnare le persone detenute nel percorso di reinserimento sociale e umano, contrastando isolamento, stigma e rischio di recidiva. Il bisogno è emerso attraverso il dialogo con i detenuti, la collaborazione con il personale penitenziario e l’analisi delle esperienze già realizzate dalla Caritas.
Nel tempo, l’impegno si è sviluppato attraverso la collaborazione tra Caritas Diocesana di Nuoro, istituti penitenziari, parrocchie, associazioni ed enti del territorio, creando una rete di sostegno rivolta ai detenuti e alle loro famiglie, con interventi di ascolto, accompagnamento, formazione e sostegno materiale. Anche durante la pandemia, attraverso il progetto “Scarcerare Sportivi” si è riusciti a mantenere la presenza costante all’interno dell’Istituto.

Totale fondi 8xmille ricevuti

475.837 €

I finanziamenti ricevuti

  • 8xmille

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