Cesare – Centro di Solidarietà Alimentare Reggiano
La storia di CESARE comincia in un momento di crisi.
Nella primavera del 2020, mentre era in corso l'emergenza legata alla pandemia, la Caritas diocesana, insieme a CSV Emilia, all'Emporio Dora, al Comune e a molte altre realtà del territorio, trasformò il PalaHockey cittadino in un magazzino alimentare di emergenza: un luogo dove raccogliere donazioni di aziende e cittadini e redistribuirle rapidamente attraverso chi già operava nei quartieri, nelle frazioni e nelle distribuzioni parrocchiali. Non era un luogo di distribuzione diretta, ma un centro logistico al servizio di parrocchie, associazioni e volontari già vicini alle famiglie in difficoltà. Un modello che ha dimostrato come rafforzare la rete del territorio significhi generare relazioni e rendere più efficace l'aiuto.
Per anni l'aiuto alimentare è stato considerato un intervento dal rischio assistenzialista. L'esperienza della pandemia ha cambiato prospettiva: il cibo non è il fine, ma il mezzo per costruire relazioni e accompagnare le persone. Da questa convinzione nasce CESARE.
Il nome stesso è una scelta precisa: CESARE non porta il nome "Caritas" non per rinnegare le proprie radici, ma per segnalare un'ambizione più larga. Questo progetto non appartiene a un'organizzazione sola. È costruito per connettere parrocchie, CSV Emilia, Croce Rossa, empori solidali, cucine popolari e associazioni del terzo settore in un sistema unico, trasparente e condiviso.
Inaugurato, nella sua veste definitiva, il 6 maggio 2026, CESARE — Centro di Solidarietà Alimentare Reggiano — è il polo logistico e relazionale che dà forma permanente a quella intuizione nata nell'emergenza. Due hangar, circa 1.000 metri quadrati, strutturati per diventare un'infrastruttura condivisa al servizio dell'intero territorio diocesano.
L'inaugurazione non è un punto di arrivo. Nei prossimi mesi CESARE lavorerà su due fronti:
- da un lato, la costruzione del modello organizzativo condiviso, con il coinvolgimento strutturato di tutti i partner della rete;
- dall'altro, lo sviluppo di un sistema digitale di tracciamento delle donazioni alimentari, una piattaforma e uno smart gate IoT, per ottimizzare i flussi, garantire trasparenza verso i donatori e migliorare la qualità di ciò che arriva sulle tavole, in particolare i prodotti freschi. L'obiettivo è un sistema aperto, replicabile da altre realtà del terzo settore in tutta Italia.
Ancora nella sua sede provvisoria, prima ancora dell'inaugurazione ufficiale, CESARE era già diventato magazzino di riferimento per 51 centri di distribuzione sul territorio diocesano.
Nel 2025 questi centri hanno effettuato 869 ritiri — il 10% in più rispetto all'anno precedente — sostenendo la preparazione di circa 50.000 pacchi alimentari destinati a oltre 8.000 persone.
Non numeri astratti: famiglie, anziani soli, persone che attraversano un momento difficile e trovano, attraverso la rete CESARE, non solo qualcosa da mangiare, ma un luogo dove qualcuno le conosce per nome.
Il cibo che unisce una comunità.
Ogni giorno CESARE recupera e distribuisce alimenti attraverso una rete di parrocchie e associazioni, trasformando il cibo in relazioni e solidarietà.
Dona ora.
Perché nessuno resti senza ciò che è essenziale.
6 maggio – L’inaugurazione della nuova sede
L’Arcivescovo Giacomo Morandi benedice i nuovi spazi di via dell’Aeronautica. CESARE diventa un’infrastruttura permanente al servizio del territorio, con due hangar di circa 1.000 m² destinati allo stoccaggio e alla distribuzione degli alimenti. In occasione dell’inaugurazione viene presentato anche il ‘Manifesto del Dono’, nato da un percorso di co-progettazione con il Design Policy Lab del Politecnico di Milano.
2024-2025
CESARE diventa una rete strutturata
Nella sede provvisoria di via Adua il progetto cresce e si consolida come punto di riferimento per 51 centri di distribuzione della diocesi.
Nel 2025 vengono effettuati 869 ritiri e distribuiti oltre 50.000 pacchi alimentari, raggiungendo più di 8.000 persone grazie al lavoro della rete territoriale.
2020–2023
Dall’emergenza nasce un nuovo modello
L’esperienza vissuta durante il lockdown dimostra il valore di un’infrastruttura condivisa.
Nascono le Mense Diffuse, oggi presenti con sei sedi nel Comune di Reggio Emilia, e si consolida il magazzino diocesano di via Adua, primo passo verso un sistema stabile di supporto alle Caritas parrocchiali.
Primavera — L’emergenza che dà origine al progetto
Durante la pandemia la Caritas diocesana, insieme a CSV Emilia, Emporio Dora e Comune di Reggio Emilia, trasforma il PalaHockey in un grande magazzino alimentare di emergenza.
In poche settimane prende vita una centrale di smistamento capace di raggiungere centinaia di famiglie attraverso la rete territoriale, ponendo le basi di quello che diventerà il progetto CESARE.