Asilo Notturno “La Locanda”
L’8 agosto 2016 a Pordenone nasce l’Asilo Notturno “La Locanda”, un luogo dove chi è finito in strada può trovare una casa e un aiuto per tornare a sperare.
Sono oltre 700 le persone ospitate dall’apertura.
Il progetto prende forma dalla consapevolezza che la casa è uno tra i diritti negati ad una parte sempre più significativa della nostra popolazione. Negli anni la problematica abitativa si è rivelata sempre più presente, anche tra persone italiane cosiddette “working poor”, cioè che, pur avendo un contratto di lavoro stabile, vivono in condizione di povertà.
“La Locanda” è nata per provare a dare una risposta a questo bisogno, con la sfida non solo di dare un riparo dignitoso alle persone, ma anche di tessere relazioni per ripartire.
È una struttura che fornisce servizi essenziali:
• un posto letto caldo e riparato, con cambi lenzuola e asciugamani
• la cena e la colazione
• la possibilità di prendersi cura dell’igiene personale
• un servizio di lavanderia
I posti letto sono 20 disposti in 8 camere doppie, triple e quadruple, tutte dotate di bagno autonomo.
Gli ospiti sono soprattutto persone che, a causa di problemi economici, hanno perso la loro casa, o che si trovano in una situazione di precarietà e fragilità. Devono aver compiuto la maggior età ed essere autosufficienti. La struttura accoglie solo uomini e, in via eccezionale, coppie.
All’interno della struttura, aperta 365 giorni all’anno dalle 18:30 alle 8:30, opera un'équipe formata da operatori, custodi notturni, una coordinatrice, un gruppo di volontarie/i, tra cui due operatori volontari in sevizio civile.
Durante l’anno vengono programmate attività particolari: cene comunitarie dove ognuno cucina qualcosa, serate cinema, cenone di Capodanno, laboratori a “spot”, e altri momenti ricreativi e conviviali, nati su sollecitazione sia degli operatori sia dei volontari sia degli stessi ospiti.
L’intervento educativo si basa su un approccio relazionale che mette al centro la persona, la sua volontà di autodeterminazione ed i suoi desideri.
L’ospite viene considerato come portatore di esperienza e competenze: il compito dell’operatore è quello di aiutare la persona a riconoscerle, a svilupparle e ad autodeterminarsi.
Fondamentale anche il ruolo dei volontari e della comunità locale, coinvolti fin dalla fase progettuale, per scegliere insieme quale luogo creare, in che modo poter offrire uno spazio di familiarità in un servizio che tradizionalmente è spersonalizzato e spersonalizzante.
La sfida è stata quella di scegliere insieme il “tipo” di accoglienza che potesse far sentire gli ospiti “un po’ a casa”.
Nella relazione con l’ospite il volontario rappresenta quella “finestra sul mondo reale”, un’opportunità di relazione diversa da quella che vive con l’operatore. È nella relazione con il volontario che l’ospite si rappresenta come meglio crede, mostrando quella parte di sé che in contesti più istituzionali fa emergere con più fatica.
Ogni giorno accogliamo persone senza casa offrendo un letto, un pasto caldo e un luogo da cui ripartire.
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Perché nessuno dovrebbe dormire per strada.
Da ottobre La Locanda arricchisce la propria offerta con l’apertura di un centro diurno, attivo due volte alla settimana. Il nuovo servizio permette di intercettare ulteriori bisogni e rafforzare i percorsi di accompagnamento. Nel 2025 le persone accolte complessivamente sono 267. L’asilo notturno continua a rappresentare un punto di riferimento per chi vive situazioni di grave fragilità abitativa, grazie al lavoro quotidiano di operatori, volontari e servizio civile.
Nasce l’esigenza di fare una ricerca volontari. Si decide di chiedere agli ospiti quali caratteristiche deve avere un volontario, cosa piace loro dei volontari, e vengono coinvolti durante tutto il processo di creazione del volantino. Il disegno è stato fatto da un ospite. Vengono coinvolti i volontari storici, le operatrici e anche i colleghi della Caritas diocesana. Arriviamo al volantino dopo un’azione partecipata partita dal basso, provando ad ascoltare chi usufruisce direttamente del servizio di volontariato.
Apertura del primo dormitorio in città, in collaborazione con l’ambito di Pordenone e la Cooperativa Abitamondo. Prima dell’apertura sono stati fatti incontri di formazione con i volontari. Sono stati successivamente coinvolti per decidere il regolamento, come arredare il dormitorio e immaginarsi come rendere accogliente quel luogo.