Fattoria sociale “Cooperativa sociale Michea”
Tutto è iniziato a Vasto, in Abruzzo, nel 2014.
È lì che è nata la Cooperativa Sociale Michea, per dare continuità alla visione di Don Gianfranco Travaglini.
Don Gianfranco aveva creato Il Recinto di Michea, ispirandosi al profeta dell’Antico Testamento.
Il suo sogno era chiaro: dare alle persone fragili un posto dove potersi sentire parte di qualcosa, trovare dignità nel lavoro e nel vivere insieme.
Un sogno fatto di accoglienza vera, senza troppe parole, ma con tanti gesti concreti.
Quando la cooperativa sociale Michea è nata, quel sogno ha preso forma.
Oggi, dentro la cooperativa, lavorano insieme detenuti, disabili, donne che hanno attraversato momenti difficili.
Persone diverse, con storie diverse, che ogni giorno si aiutano, condividono, imparano.
E in quel lavoro quotidiano si ricostruiscono, passo dopo passo.
Dal 2019 al 2024, con il sostegno di Caritas Italiana e della Caritas Diocesana Chieti-Vasto, sono nati progetti che hanno aperto nuove strade.
Qui si preparano confetture, passate di pomodoro, legumi, sottaceti e sali aromatici. Tutto fatto a mano, con ingredienti naturali.
Le prime a lavorarci sono state donne vittime di violenza. Poi, col tempo, hanno iniziato a fare da tutor a ragazze disabili seguite dalla struttura.
Non è solo un laboratorio: è un luogo di riscatto silenzioso, dove ogni barattolo racconta una storia di impegno e di ripartenza.
Ogni sabato, i loro prodotti arrivano al mercato di Santa Chiara, a Vasto.
Chi li compra magari non lo sa, ma dietro ogni vasetto c’è una vita che è tornata a fiorire.
Michea è anche un posto dove si imparano cose nuove.
Organizza laboratori per bambini e per adulti disabili, e grazie a una convenzione con l’UEPE di Pescara, offre percorsi per chi deve scontare pene alternative o fare lavori di pubblica utilità.
Un modo per rimettere insieme i pezzi, per sentirsi ancora parte della comunità.
E l’impatto sul territorio si vede. Non è solo una cooperativa: è diventata un punto di riferimento, un tassello importante del tessuto sociale di Vasto.
Crea lavoro, accompagna chi sta cercando una nuova possibilità, costruisce relazioni dove prima c’era distanza.
Il suo effetto più grande è forse questo: ha cambiato lo sguardo della comunità.
Ha fatto capire che la fragilità non è solo un limite, ma una risorsa che può generare valore, se accolta e condivisa.
E che, quando le persone fragili trovano spazio per rinascere, tutta la comunità cresce insieme a loro.
A Vasto, persone fragili ritrovano dignità attraverso il lavoro:
mani che preparano, storie che si ricostruiscono, comunità che rinasce.
Non è solo produzione: è riscatto, formazione, nuove possibilità.
Con il tuo aiuto possiamo offrire a più persone un posto dove ricominciare.
Dona ora.
Perché dietro ogni nuova occasione c’è una vita che torna a fiorire.
Una realtà che trasforma e include
La cooperativa è oggi centrata sulla trasformazione agroalimentare (marmellate, conserve, frutta essiccata), con attività educative per scuole e inserimenti sociali (UEPE).
Il lavoro è diventato spazio di relazione, autonomia e dignità.
Giugno – Presenza nel territorio
Avvio della vendita diretta al mercato Santa Chiara: i prodotti incontrano la comunità, chiudendo il cerchio tra produzione e persone.
Inizio el consolidamento terminato nel 2025
Si sviluppa il laboratorio di trasformazione agroalimentare, nato nel 2021.
Qui trovano spazio inserimenti lavorativi fragili: donne provenienti da centri antiviolenza e persone con disabilità, affiancate da educatori.
Riprendono e si rafforzano anche le attività con scuole e centri diurni.
La svolta prende forma
Viene costruito il laboratorio grazie al sostegno Caritas, anche se la pandemia rallenta le attività.
Le radici della rinascita
Nasce il progetto di giardinaggio per ex detenuti: seminare, potare, prendersi cura del verde diventa un gesto semplice ma potente per ricominciare.
Un’attività che oggi resta tra le più radicate della cooperativa, simbolo concreto di fiducia e nuova vita.
Nello stesso anno prende forma anche l’idea del laboratorio di trasformazione alimentare.
Inclusione e biologico
Si consolidano le attività educative e i percorsi con persone con disabilità.
Arriva la certificazione biologica e si avviano le prime sperimentazioni di trasformazione dei prodotti.