Il progetto "La Terra degli Ortolani" affonda le sue radici nel cuore della Caritas Diocesana di San Benedetto del Tronto, nascendo come risposta concreta a un paradosso rilevato quotidianamente dai nostri Centri di Ascolto. Abbiamo osservato che molti degli ospiti delle nostre strutture, pur possedendo un bagaglio di esperienze legate all'agricoltura nei propri paesi d'origine, si ritrovavano intrappolati in un presente di inattività e marginalità. I dati del nostro Rapporto 2023 hanno confermato l'urgenza di questo intervento, evidenziando come il 29% delle richieste di aiuto sia strettamente legato alla mancanza di un lavoro dignitoso.
La sfida principale era dunque quella di abbattere gli stereotipi e superare le barriere che impediscono a persone fragili, come immigrati e senza fissa dimora, di accedere a percorsi di autonomia reale.
L’opera si è evoluta nel tempo partendo da una prima intuizione sperimentale nel 2024, trasformandosi in un vero laboratorio di vita dove i destinatari sono stati coinvolti fin dalla fase di ideazione. Attraverso un attento percorso di co-progettazione, abbiamo scoperto che il contatto con la terra non è solo fatica, ma un potente ponte emotivo con le radici di questi uomini e uno strumento per ritrovare responsabilità e speranza.
Questo cammino ha portato alla strutturazione attuale del progetto, che oggi vede la messa a sistema di circa 10 ettari di terreno tra San Benedetto del Tronto e Acquaviva Picena, grazie anche al supporto gratuito di un'azienda agricola tutor locale.
Oggi l'opera si caratterizza per un modello di inclusione che unisce formazione tecnica, supporto psicologico e lavoro sul campo.
14 uomini, tra i 21 e i 50 anni, sono protagonisti di questo cambiamento attraverso Tirocini di Inclusione Sociale che permettono loro di imparare un mestiere e riacquistare fiducia nel futuro.
L'impatto generato abbraccia l'intera comunità: i prodotti della terra riforniscono la mensa Caritas, creando un'economia circolare virtuosa, e raggiungono le tavole di circa cento famiglie del territorio attraverso il loro coinvolgimento.
Per coltivare tutto l’anno servono due cose essenziali: protezione e acqua.
Con nuove serre possiamo produrre anche d’inverno.
Con un pozzo possiamo irrigare la terra e farla tornare fertile.
Due interventi concreti, un unico risultato: più cibo, più lavoro, più futuro.
Dona ora.
Aiutaci a costruire serre e realizzare un pozzo.
Oggi – Una realtà che genera autonomia
Il progetto è ormai consolidato: il gruppo di “ortolani” lavora con continuità e professionalità, garantendo prodotti freschi tutto l’anno.
La prospettiva è chiara: evolvere in una vera impresa sociale agricola, capace di rendere stabile e duratura l’autonomia dei beneficiari.
Giugno – Il primo frutto condiviso
Arriva il primo raccolto estivo (pomodori, zucchine, melanzane).
I prodotti non vengono venduti ma destinati alla Mensa Caritas: nasce un modello di economia circolare, in cui il lavoro genera cibo per chi è in difficoltà.
Febbraio– L’inizio concreto
Grazie alla partnership con l’Azienda Agricola Casolare Azzurro partono i lavori sui terreni.
Vengono attivati i primi 8 Tirocini di Inclusione Sociale: uomini di diverse nazionalità iniziano a formarsi nell’agricoltura biologica.
L’origine: ascolto e intuizione
Tutto nasce nei Centri di Ascolto Caritas, dove emerge un forte bisogno di lavoro.
Da qui la scelta: trasformare 10 ettari di terreno incolto in un’opportunità di riscatto per immigrati e persone senza dimora.