Condividi

Emmaus – Casa della Carità

Fondazione Caritas Treviso
treviso8-scaled-aspect-ratio-864-578
x
treviso5-scaled-aspect-ratio-864-578

Il progetto Emmaus è nato dal desiderio di costruire uno spazio dove ospiti senza dimora, volontari ed operatori Caritas possano sentirsi a casa.

Abbiamo iniziato 4 anni fa, con l'idea di andare oltre la mera erogazione dei servizi attivi presso la nostra struttura, la Casa della Carità, ovvero: Centro di Ascolto, accoglienza notturna, mensa, docce, bagni pubblici, lavanderia.
Il senso del progetto è di aumentare il grado di partecipazione di ospiti, volontari e operatori alla vita della Casa della Carità, da un lato per rendere gli ospiti sempre più protagonisti e responsabili del proprio percorso esistenziale, dall’altro per avviare dinamiche di relazione capaci di oltrepassare i ruoli, pur necessari, tra operatori, ospiti, volontari.

Abbiamo organizzato dei momenti slegati dai tempi e dalle modalità dei servizi, a partire dai desideri degli ospiti e con l’obiettivo di stare, semplicemente, insieme: laboratori creativi, passeggiate culturali, gruppi di discussione per migliorare i servizi della casa, un percorso di teatro con una restituzione pubblica, una mostra in pieno centro a Treviso e molto altro.
Nessuna di queste iniziative era preconfezionata, le abbiamo tutte pensate e realizzate insieme. Sono stati momenti divertenti, in cui fare qualcosa di bello per tutti. Abbiamo iniziato a parlare di appartenenza alla Casa della Carità e quindi di partecipazione attiva, così che ognuno (ospiti, volontari, operatori) potesse mettere un proprio pezzetto e sentirla un po’ più sua.

Per il futuro abbiamo in mente molto altro: esperienze di vita comunitaria, altri laboratori, processi sempre più ampi di partecipazione. Ma, in puro “stile Emmaus”, sarà tutto da definirsi insieme!
Emmaus ci ha fatto osare, ci ha spinto oltre i nostri limiti. Quello che abbiamo capito finora è che il processo di partecipazione deve essere generato da noi per primi, con il nostro sguardo sulle cose, su noi stessi, sulle persone che abbiamo accanto. Tutti hanno qualcosa da dare, da dire, da scambiare: basta fare spazio e ascoltare.

Le nostre attività

Laboratori creativi Formazione sulla partecipazione Gruppi di discussione Teatro Gite culturali Mostre Cohousing Murales Momenti di festa Accoglienza notturna Mensa Reciprocità

I referenti sul campo

Valentina Pettenò - referente progettuale
Cecilia Gastaldon - referente progettuale

La squadra

5 Dipendenti
55 Volontari

I risultati

39 Persone senza dimora hanno partecipato a 31 incontri laboratoriali di arte, cucina, teatro
60 Persone senza dimora coinvolte in 9 cene conviviali
22 Persone senza dimora hanno realizzato 2 murales
29 Persone senza dimora hanno partecipato a 4 gite culturali
7 Persone senza dimora hanno organizzato 1 mostra e 2 spettacoli teatrali, coinvolgendo 330 cittadini

Le testimonianze

Ho potuto sperimentare la bellezza dello stare assieme, oltre le nostre storie personali, le nostre situazioni attuali, le nostre origini culturali. Abbiamo condiviso parole, sguardi, stupore, creatività. Un oltre che fa percepire la grandezza della dignità di ogni persona.

Volontario della Casa della Carità

Abbiamo scelto tutti insieme questo titolo per la mostra: "Poveri, ma...". Ci abbiamo dedicato del tempo. All’inizio noi operatori cercavamo di capire se fosse possibile togliere la parola “poveri”. Ma gli ospiti della Casa hanno voluto lasciarla. “Noi siamo ‘anche’ poveri – ci hanno detto –, quindi vogliamo che ci sia scritto, però proponiamo di aggiungere dei puntini perché non siamo solo quello, ma anche… giovani, anziani, interessanti, banali, siamo portatori di tante cose”. Il loro bagaglio è ricco di capacità. E desideri.

Operatrice del Centro di Ascolto

Siamo stati a Venezia per una visita guidata alla Biennale. La nostra guida era molto brava anche se in alcuni momenti sono intervenuto per aggiungere alle sue spiegazioni qualcosa di interessante e simpatico, dal momento che ho una passione per l’arte. Abbiamo visitato i padiglioni degli Stati Uniti e della Francia. Mi è piaciuto analizzare i materiali utilizzati, molto belle le frasi del padiglione degli Usa e i ritratti dei vari artisti presentanti nella mostra principale. Tutte le opere viste sono molto belle: dai colori vivaci scelti ai materiali utilizzati.

Ospite della Casa della Carità

La sfida in corso

Emmaus – Casa della Carità
Un luogo dove sentirsi parte

Qui l’accoglienza diventa relazione e partecipazione:
non solo servizi, ma persone che tornano protagoniste della propria vita.
Insieme costruiamo legami, fiducia, comunità.

Dona ora.
Perché sentirsi a casa può cambiare tutto.

IBAN: IT55 H 08399 12000 000000318111 Intestato a Fondazione Caritas Treviso
Causale: "Casa della Carità"

Gli ultimi aggiornamenti

2025Novembre

La terza annualità Emmaus ci ha visto ancora più consapevoli della necessità di ascoltare gli ospiti come protagonisti, mettendo al centro le loro idee e le loro proposte e lasciandoci influenzare dal loro modo di vivere la Casa, i servizi, la relazione con volontari e operatori. Oltre a proseguire con laboratori di arte e teatro e con le uscite culturali, abbiamo preso parte ad una formazione sul tema della partecipazione aiutati da formatori Fio.PSD, che ci ha visti impegnati in sperimentazioni concrete di partecipazione con gli ospiti, per affrontare insieme problematiche legate alla vita quotidiana nella Casa. Abbiamo ripensato l’arredo di alcuni spazi comuni, aiutati da un’esperta di arte partecipativa, realizzando anche due murales. Al termine dell’anno, abbiamo progettato con ospiti e volontari una mostra, dal titolo “Poveri, ma…”, che ha restituito alla città di Treviso la bellezza e la forza dell’intero percorso di Emmaus e si è conclusa con l’esibizione di ospiti e volontari nello spettacolo frutto del laboratorio di teatro esperienziale.

da Novembre 
Realizzazione di 2 murales presso gli spazi dell’accoglienza notturna, nella forma dell’arte partecipata.
È stato un momento di grande protagonismo degli ospiti, che hanno scelto come decorare gli spazi della casa e che messaggio esprimere. Vi hanno preso parte anche volontari e operatori.
Mostra “Poveri, ma…” situata in centro a Treviso, che racconta l’intero percorso Emmaus. L’ideazione e l’allestimento della mostra è stato organizzato in compartecipazione tra ospiti, volontari e operatori. L’evento si è aperto con una tavola rotonda in cui ospiti e volontari hanno presentato il progetto alla città. Gli ospiti hanno condotto le visite guidate degli spazi espositivi, per oltre 250 visitatori.
La mostra si è conclusa con una replica dello spettacolo “C’era una volta un pezzo di legno” alla presenza di un centinaio di cittadini.
https://www.italiacaritas.it/blog/rubrica/treviso-valentina-e-la-mostra-poveri-ma/

Ottobre

Uscita culturale alla Gypsotheca e al Tempio di Antonio Canova a Possagno.
2 gruppi di discussione partecipata con gli ospiti che dormono in accoglienza notturna: sono emerse numerose proposte rispetto all’allestimento degli spazi, alle regole di convivenza, ai bisogni spirituali e di socialità degli ospiti.

Giugno

Spettacolo “C’era una volta un pezzo di legno”, a conclusione del laboratorio di teatro esperienziale. È stato un momento di svolta nel progetto: esibirsi in pubblico davanti a una cinquantina di spettatori non è poco per chi, solitamente, è abituato a non essere visto anche quando ne avrebbe bisogno.

Maggio

Uscita culturale alla mostra “A World of Potential” a Venezia, esposizione interattiva che valorizza la collaborazione e l’ascolto dei reciproci talenti. Oltre al valore dell’esperienza proposta dalla mostra, la cornice della città di Venezia è stata particolarmente apprezzata: un’ospite non aveva mai visto Venezia e la gita di progetto ha costituito l’unica occasione possibile per lei di visitare la città.

Aprile

Laboratorio di arteterapia – 2 incontri. Si sono alternati momenti di movimento libero, di condivisione delle emozioni e di espressione artistica.
Laboratorio di panificazione e pasticceria “Oggi si cucina” – 2 incontri, con pranzo condiviso al termine. Per molti ospiti, quella del laboratorio era la prima occasione in cui accedere agli spazi-cucina dove viene preparato il pasto serale.
Avvio dell’attività di pulizia compartecipata degli spazi del refettorio della mensa. La richiesta di partecipare attivamente alle pulizie è arrivata direttamente dagli ospiti dell’accoglienza notturna.

Marzo

Lab di teatro esperienziale “C’era una volta un pezzo di legno” per ospiti e volontari – 15 incontri. Si è trattato di una vera e propria “scommessa”: la partecipazione ha chiesto di mettere in gioco le proprie emozioni, con costanza e puntualità, ed un impegno per imparare un copione a memoria.

Febbraio

Laboratorio di ri-uso artistico “Diamo nuova vita a oggetti e materiali”, condotto da un ospite artista – 2 incontri.

Gennaio

Realizzazione di un video che narra la Casa della Carità, per far conoscere a tutti questo spazio di solidarietà nel centro di Treviso. Il video è stato girato con la partecipazione di ospiti e volontari.

2024Dicembre

Nella seconda annualità ci siamo interrogati sui bisogni meno “primari” ma indubbiamente necessari per la realizzazione personale degli ospiti, come il sentirsi parte di una comunità e potervi partecipare portando qualcosa di sé. Abbiamo chiesto quali fossero gli interessi che avevano, scoprendo che molti di loro sono artisti di notevole talento, desiderosi di scoprire nuove forme di bellezza nel territorio e di condividere la propria passione con altri. A partire da maggio sono stati organizzati numerosi laboratori creativi. Alcuni sono stati condotti in prima persona dagli ospiti, che hanno messo a disposizione le proprie capacità a favore del gruppo. L’arte è stata il mezzo per conoscersi, valorizzare il talento di ognuno, accorciare le distanze tra ospiti, volontari, operatori e cittadini, nella libertà di una relazione genuina.

da Dicembre
Laboratorio di riuso creativo: “Diamo nuova vita a oggetti e materiali”, condotto da un ospite della Casa della Carità che è un artista. Semplici oggetti che appartengono alla vita quotidiana delle persone, distrattamente perduti “per strada”, diventano dei piccoli tesori per chi la strada la vive. Questo laboratorio ha permesso di sperimentare una forma d’arte libera, lasciando che gli oggetti e le emozioni diventassero quadri espressivi di quanto si sentiva.
Passeggiata culturale ai musei civici di Bassano e alla mostra fotografica “L’occhio di Parigi” di Brassaï, con pranzo condiviso al termine.

Novembre

Per la giornata mondiale dei poveri si è organizzata una cena presso una pizzeria in città. È stato un segno, sia per le persone senza dimora che frequentano la mensa, sia per i clienti della pizzeria che si sono ritrovati a cenare accanto a chi solitamente non ha possibilità di accesso in questi luoghi.
Laboratorio di caricature condotto da un ospite della Casa della Carità che è fumettista – 2 incontri. Lui stesso scrive: “La caricatura è uno strumento di confronto, di ironia e autoironia; è un linguaggio universale, alla portata di tutti. Il volto degli altri diventa lo specchio riflettente del proprio. Una superficie da riempire in modo giocoso, annullando di fatto le barriere di religione, idioma, etnia, sesso. Un modo di divertirsi, di stare insieme e ridere di se stessi e degli “altri” e con gli “altri”, in un rispettoso confronto con il prossimo.”

Luglio

Passeggiata culturale alla Biennale Arte 2024 “Stranieri ovunque”, a Venezia. È stata un’esperienza per creare gruppo tra operatori, volontari, ospiti e per uscire dall’ordinario della vita della Casa della Carità e apprezzare insieme proposte artistiche molto diverse.

Maggio

Laboratorio di ceramica: “Il volto: ma tu come mi vedi?” – 5 incontri. La lavorazione della ceramica dà a tutti la possibilità di creare qualcosa da un pezzo di argilla. Durante gli incontri ogni partecipante aveva uno specchio, per vedere il proprio volto e provare a modellarlo; un esercizio che richiede capacità di mettersi a nudo e dare forma a ciò che si vede di sé, valorizzando le unicità di ognuno e di ognuna.

2023

Nel 2023 siamo partiti da un’analisi di ciò che vedevamo nei nostri territori, a partire dalle storie delle persone che ogni giorno incontriamo e dalla rete con attori anche molto diversi da noi, per comprendere i bisogni reali degli ospiti della Casa della Carità e dare a tutti l’accoglienza che spetta per diritto e per giustizia ad ogni essere umano. Ci siamo resi conto che prendersi cura dell’altro significa dedicare tempo, spazio fisico e mentale, disponibilità a rivedere costantemente le strade da intraprendere. Dopo aver svolto un lavoro di riflessione interna e ottimizzazione dei servizi, eravamo pronti a partire!

Totale fondi 8xmille ricevuti

613.000

I finanziamenti ricevuti

  • 8xmille

Una newsletter
che fa bene.

Resta aggiornato sulle iniziative sostenute dall’8xmille alla Chiesa cattolica.

Iscriviti