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San Pietro di Trevi, secoli di storia e un campanile da salvare

CHIESA DI SAN PIETRO
2024

Grazie ad un contributo di 89.523 euro, è stato possibile effettuare il restauro e consolidamento del campanile della chiesa di San Pietro di Trevi, nella diocesi di Spoleto – Norcia.

Il campanile della chiesa di San Pietro sita in località Bovara di Trevi, nella diocesi di Spoleto – Norcia, fu ricostruito nel 1582 su un basamento più antico e successivamente, nel 1622, sopraelevato. Proprio la torre campanaria, con richiesta inoltrata nel novembre 2020 e lavori partiti nel gennaio 2024, sarà oggetto di lavori di consolidamento e restauro finanziati tramite i fondi 8xmille. Menzionata per la prima volta in un documento del 1177, ove si attesta che, con la benedizione di papa Alessandro III, San Pietro di Bovara ebbe giurisdizione su molte chiese della zona. Mantenne tali privilegi e continuò ad essere una potente e autonoma abbazia sino al 1214, quando, a seguito della distruzione di Trevi per opera del duca Tieopoldo di Spoleto, conobbe un primo periodo di decadenza. Il periodo di declino proseguì, tanto che, nel 1334, si decise l’unione di San Pietro di Bovara con l’Abbazia di Sassovivo, che nei fatti non si realizzò mai per la decisa opposizione dei ghibellini trevani. Nel 1421 Corrado Trinci, Signore di Foligno, occupò il monastero devastandolo e assicurandosene così le rendite. Nel 1484 papa Sisto IV autorizzò il passaggio del monastero ai Benedettini Olivetani, in pratica ratificò una precedente richiesta del Comune di Trevi. Questo, su iniziativa dell’abate che nominalmente reggeva il convento, decise per la cessione del luogo ai monaci di Monte Oliveto, vista l’impossibilità di riportare i religiosi all’osservanza della regola ed anche di recuperarne il dominio effettivo. Gli olivetani vi rimasero sino al periodo napoleonico. Successivamente la chiesa con i relativi fabbricati e beni fu ceduta alla famiglia Martinez. L’annessa chiesa di San Pietro risale al XII secolo ed è stata restaurata negli anni Cinquanta del Novecento.

 

 

Totale fondi 8xmille
ricevuti

89.523

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