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Civitavecchia, il restauro di una chiesa iconica

CHIESA DEI SANTI MARTIRI GIAPPONESI
2022

Consolidamento e restauro della copertura e delle facciate per la chiesa dei Santi Martiri Giapponesi di Civitavecchia, nella diocesi di Civitavecchia – Tarquinia. Il contributo assegnato per la ristrutturazione dell’edificio è di 142.004 euro.

Sono partiti nell’ottobre del 2022 i lavori che permetteranno alla chiesa dei Santi Martiri Giapponesi di Civitavecchia, nella diocesi di Civitavecchia – Tarquinia, di essere ristrutturata e restaurata. Nello specifico, gli interventi realizzati grazie al contributo di fondi Cei 8xmille comprenderanno il consolidamento e il restauro della copertura e delle facciate, rendendo così la chiesa più sicura ed accessibile. La chiesa dei Santi Martiri Giapponesi si trova in largo San Francesco d’Assisi, facilmente raggiungibile partendo dalla Marina di Civitavecchia. Nella piccola piazzetta antistante si trova la statua di San Francesco d’Assisi. Il 30 agosto 1943, il secondo bombardamento subito da Civitavecchia provocò il crollo dell’edificio, che con tanto amore e dedizione i Frati Francescani Minori avevano edificato dal nulla. La ricostruzione fu lenta e soltanto il 4 ottobre 1950, nel giorno dedicato a San Francesco d’Assisi durante l’anno del grande Giubileo, venne inaugurata la nuova chiesa dei Santi Martiri Giapponesi di Civitavecchia. Nel frattempo era arrivato Roma Luca Hasegawa, famosissimo artista giapponese convertitosi al cattolicesimo e giunto nella capitale proprio per celebrare l’Anno Santo. Agostino Kanayama, incaricato del Giappone presso la Santa Sede, vedendo che le pareti del nuovo edificio erano ancora spoglie, pensò di farle affrescare proprio dal famoso pittore nipponico che accettò volentieri l’incarico e si mise all’opera. Luca Hasegawa lavorò agli affreschi dal 1951 al 1957 condividendo nel frattempo la vita del convento. Tra le prime figure che Hasegawa dipinse spiccano la bellissima Madonna col bambino con il kimono, dai lineamenti orientali e con indosso abiti del XVI secolo, e la scena dei 26 martiri giapponesi, caduti sul colle di Nagasaki il 5 febbraio 1597 impressi nei cinque dipinti dell’abside.

Totale fondi 8xmille
ricevuti

142.004

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