Logo dell'otto per mille alla Chiesa Cattolica

Informazioni.

Domande e risposte.


1. Cos'è l'otto per mille?

È una quota del gettito complessivo dell'Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) che lo Stato Italiano mette a disposizione per scopi "sociali o umanitari" a gestione statale oppure "religiosi o caritativi" gestiti da confessioni religiose, chiedendo annualmente ai contribuenti di indicare a chi deve essere destinata.

2. Quali sono i soggetti destinatari dell'otto per mille?

Oggi i soggetti che possono beneficiare dell'otto per mille sono sette: Stato Italiano, Chiesa Cattolica, Unione Chiese Cristiane Avventiste del Settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia, Chiesa Evangelica Valdese, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane.

3. I soggetti destinatari dell'otto per mille sono fissi o possono cambiare nel tempo?

I soggetti destinatari non sono fissi e possono variare perché il meccanismo è aperto: ogni confessione religiosa può infatti chiedere di inserirsi nel sistema dell'otto per mille stipulando intese con lo Stato Italiano ratificate dal Parlamento.

4. Come viene ripartito l'otto per mille?

La ripartizione dell'otto per mille tra i diversi soggetti destinatari avviene in proporzione alle scelte espresse e quindi senza tenere conto degli "astenuti". Ad esempio se il sessanta per cento dei contribuenti esprime una scelta, si terrà conto delle preferenze di quel sessanta per cento.

5. Come vengono utilizzati i fondi dell'otto per mille destinati alla Chiesa Cattolica?

Secondo quanto prescrive la legge duecentoventidue barra ottantacinque, i fondi derivanti dall'otto per mille dell'Irpef assegnati alla Chiesa Cattolica vengono impiegati per tre finalità:
1. esigenze di CULTO e PASTORALE della popolazione;
2. sostentamento del CLERO DIOCESANO;
3. interventi CARITATIVI in Italia e nei paesi del Terzo Mondo.
Ogni anno a maggio, durante l'Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, i vescovi determinano la suddivisione dei fondi otto per mille per le tre finalità previste dalla legge.
La Chiesa Cattolica interviene in Italia sia nel campo del culto che della carità in due forme:
1. con le quote trasferite dalla Conferenza Episcopale Italiana annualmente alle diocesi e destinate ad attività locali;
2. con le quote destinate ad attività di rilievo nazionale riservate alla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana.

6. Perché l'otto per mille alla Chiesa Cattolica viene destinato anche per il sostentamento del clero?

Il sostentamento del clero è per legge (duecentoventidue barra ottantacinque) una delle tre grandi aree di destinazione dei fondi otto per mille assegnati alla Chiesa Cattolica. Infatti, in seguito alla Revisione del Concordato Lateranense (millenovecentoottantaquattro), i sacerdoti diocesani non ricevono più il sostegno economico dallo Stato.
Nel millenovecentoottantanove è nato il nuovo sistema di sostentamento del clero che si basa sulle libere offerte dei fedeli e, ad integrazione di queste, su una parte dell'otto per mille destinato alla Chiesa Cattolica.
Inoltre senza il clero (trentottomila sacerdoti), senza il presidio delle parrocchie (ventiseimila), non sarebbe possibile fare alcuna azione di solidarietà. Senza le gambe l'aiuto non arriva a chi ne ha bisogno.

7. Come mai la Chiesa ha deciso di destinare delle risorse alla pubblicità per l’8xmille?

La Chiesa non ha garanzie, l’8xmille non è automatico ed ogni anno richiede l’esplicita partecipazione dei contribuenti. Lo Stato lascia agli enti partecipanti all’8xmille la responsabilità di informare e sensibilizzare i contribuenti alla firma per la destinazione, senza farsene carico né direttamente né attraverso la disponibilità di spazi televisivi gratuiti. La C.E.I. poi è tenuta a norma di legge (L.222/85) a fornire adeguata informazione e sensibilizzazione pubblica sulle risorse che riceve dall’8xmille e sulle finalità cui sono state destinate. La relativa campagna di promozione ed i suoi costi sono dunque coperti dai fondi 8xmille assegnati alla Chiesa.

8. Cosa fa il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica?

Il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica è stato costituito nel millenovecentoottantanove presso la Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana come struttura di supporto operativo ed esecutivo delle iniziative per la promozione del sostegno economico alla Chiesa alla luce della recente riforma concordataria. In sintesi estrema, i criteri e le modalità seguite per l'azione di promozione sono:

  • presentare ai fedeli ed all'opinione pubblica il tema in tutta la sua ampiezza, evidenziando, in modo particolare, le molteplici iniziative realizzate con i fondi ricevuti;
  • informare e sensibilizzare la popolazione del paese utilizzando sussidi, competenze tecniche e strutture di comunicazione sociale, tenendo sempre presente lo scopo formativo dell'azione di promozione.

9. Cosa fa la Chiesa Cattolica per informare l'opinione pubblica dell'uso dei fondi otto per mille che le sono stati assegnati?

La Chiesa Cattolica (Conferenza Episcopale Italiana) ogni anno informa puntualmente lo Stato e l'opinione pubblica sull'uso dei fondi otto per mille. La legge (duecentoventidue barra ottantacinque) infatti prevede che ogni anno la Conferenza Episcopale Italiana dia conto dell'uso dei fondi allo Stato attraverso una relazione che segue uno schema ben preciso.
Oltre a ciò la Conferenza Episcopale Italiana informa anche l'opinione pubblica sulle destinazioni dei fondi attraverso diversi canali. Questi sono:

  • il sito internet www.8xmille.it;
  • la pagina quattrocentodiciotto del Televideo Rai;
  • le locandine esposte nelle ventiseimila parrocchie italiane in occasione della Giornata Nazionale dedicata all'otto per mille (prima o seconda domenica di maggio);
  • la distribuzione delle lettere alle famiglie in occasione della visita del parroco per la benedizione pasquale (oltre due milioni di lettere distribuite);
  • la campagna stampa sui principali quotidiani e periodici nazionali italiani (maggio);
  • la campagna stampa sugli oltre cento settimanali cattolici diocesani;
  • gli spot televisivi girati dal vivo in opere rappresentative delle migliaia di interventi realizzati in Italia e nel Terzo Mondo, sostenuti anche con i fondi otto per mille.

10. Quanto investe la Chiesa Cattolica per la comunicazione dell'8xmille?

Si investono circa 9 milioni di euro all’anno, con una incidenza media pari solo a meno del 1% dei fondi raccolti (circa 990 milioni di euro). Uno sforzo significativo ma necessario a sensibilizzare e tenere puntualmente informati gli oltre 40 milioni di contribuenti, in particolare sulle modalità di partecipazione alla firma e sul rendiconto annuale delle somme destinate alla Chiesa. La campagna dell’8xmille utilizza in gran parte la televisione perchè è il mezzo più efficiente per raggiungere tutti i 40 milioni di contribuenti. Se si pensasse di scrivere a tutti loro una lettera informativa si spenderebbe molto di più, circa 32 milioni di euro, ipotizzando un costo di 80 centesimi di euro tra busta, lettera e francobollo, senza considerare il costo degli indirizzi.

11. I parroci sono quasi sempre presenti e spesso protagonisti nei vostri spot. Perché?

Per diversi motivi. In primo luogo, è perché si vuole che gli spot rappresentino bene il contributo che l’otto per mille offre al sostentamento del clero; e poi, perché questa è la realtà che si incontra: dietro ogni opera di carità c’è sempre un sacerdote che ne è ispiratore e guida attiva, come ha intuito anche lo Stato che esorta la C.E.I. a non penalizzare questa particolare destinazione dell’8xmille, dando quanto è sufficiente per assicurare ai 38 mila sacerdoti diocesani una remunerazione decorosa ma modesta – almeno 830 euro al mese per 12 mesi.

12. Come avviene la scelta delle opere e dei protagonisti degli spot 8xmille?

Vengono seguite le destinazioni dei fondi assegnati alla Chiesa, che sono indicate dalla legge 222/85. Quindi, ogni anno si realizzano diversi spot, uno per ciascuna destinazione: i preti al servizio del Vangelo; il culto e la pastorale; la carità in Italia e nel Terzo Mondo. Gli spot sono rappresentativi delle migliaia di interventi realizzati e tutti, assolutamente tutti, possiedono un’anima, sono vivi, fatti per la gente su iniziativa di persone concrete. I filmati hanno una forza formidabile perché sono veri e i telespettatori li riconoscono come tali.

13. Perché non è disponibile la percentuale delle scelte espresse per l'otto per mille aggiornata a quest'anno?

Perché la legge duecentoventidue barra ottantacinque prevede tre anni di tempo per elaborare e rendere pubblici i dati relativi alle scelte per la destinazione dell'otto per mille. Quindi, ogni anno, gli ultimi dati disponibili risalgono a tre anni prima.

14. Che rapporto esiste tra l'otto per mille alla Chiesa Cattolica e le offerte deducibili per il sostentamento del clero?

Sono due cose diverse ma l'una non esclude l'altra. Le offerte deducibili a favore del sostentamento per il clero sono destinate ai 38 mila sacerdoti diocesani, soprattutto quelli che ne hanno più bisogno, per garantire a tutti un dignitoso sostentamento mensile.
L'otto per mille alla Chiesa Cattolica è finalizzato ad aiutare l'impegno pastorale e caritativo della Chiesa in Italia e nel Terzo Mondo e può essere destinato al sostentamento del clero nella misura in cui le apposite offerte non siano sufficienti. Perciò più offerte arrivano per i sacerdoti, maggiore diventa la quota di otto per mille da impiegare per le esigenze di culto della popolazione e per le opere di carità.

15. Chi elabora e fornisce i dati circa la ripartizione dei fondi dell'otto per mille?

I dati relativi alla ripartizione dei fondi derivanti dall'otto per mille dell'Irpef sono elaborati a cura dell'Amministrazione dello Stato, sulla base delle informazioni riguardanti le scelte dei contribuenti elaborate dal Ministero dell'Economia e dalla Agenzia delle Entrate.

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