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Rendiconto - Interventi nazionali - Nuova edilizia di culto

L'intervento della C.E.I. riservato alla costruzione di nuove strutture religiose costituisce una risposta puntuale della comunità ecclesiale al fenomeno dell'espansione dei centri urbani. L'edificio di culto, con le opere annesse, è il cuore delle comunità nascenti, centro di aggregazione sociale, promotore di attività pastorali e culturali.

Fondi 8xmille in milioni di Euro 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999
Nuova edilizia di culto 15 23 26 30 38 65 74 77 73 76

 

Fondi 8xmille in milioni di Euro 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
Nuova edilizia di culto 54 83 120 130 130 130 117 117 117 122

I progetti nascono in sede diocesana dalla convergenza di tre soggetti: la diocesi, la comunità parrocchiale beneficiaria ed i progettisti. Quindi vengono sottoposti all'esame del Comitato C.E.I. per la nuova edilizia, che procede alle proprie osservazioni e propone il finanziamento.

Nel corso del 2009 i fondi assegnati dalla C.E.I. per le strutture religiose in Italia sono stati 122 milioni di euro. Nel corso del 2008 sono state approvate ed ammesse al finanziamento 181 pratiche relative agli interventi edilizi a favore delle parrocchie e diocesi. I contributi della C.E.I. vengono destinati in via prioritaria a strutture di servizio religioso di natura parrocchiale o interparrocchiale. Per struttura si intende la chiesa parrocchiale o sussidiaria, la casa canonica, le opere di ministero pastorale (aule di catechismo). Non sono ammessi al finanziamento diretto degli organi centrali della C.E.I.: aule scolastiche, impianti cine-teatrali e sportivi, palestre, impianti di sicurezza, di ristoro, sistemazioni esterne (giardini, parcheggi), né lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria. Tutto ciò resta a carico della comunità parrocchiale o della diocesi.

Come è noto la Conferenza Episcopale non finanzia interamente l'opera per un principio ecclesiologico ed educativo. Si ritiene, infatti, che il concorso delle energie locali sia espressione di partecipazione e corresponsabilità. La C.E.I., quindi, interviene con un contributo massimo del 75% della spesa preventivata (50% per gli interventi sugli edifici esistenti) nel limite di parametri approvati annualmente dal Consiglio Episcopale Permanente.

Nel caso di case canoniche del Mezzogiorno d’Italia, considerando le particolari condizioni socio-economiche che caratterizzano gran parte del Sud, la C.E.I. si impegna con un contributo più elevato (85% della spesa prevista per le nuove costruzioni, 50% per gli interventi sugli edifici esistenti
sempre nei limiti dei parametri approvati dalla C.E.I.).

[2] Interventi nazionali
[1] Rendiconto

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