Anche sul versante della carità le necessità a cui la Chiesa Cattolica fa fronte in Italia sono aumentate: le urgenze si moltiplicano, aprendo nuovi fronti soprattutto nella linea di un’efficace intervento per la lotta contro le «nuove povertà» (disoccupazione, vittime dell’usura, immigrati, emarginati, anziani abbandonati, ecc.). A queste si affiancano tutte quelle iniziative per fronteggiare le emergenze dovute alle calamità naturali.
| Fondi 8xmille in milioni di Euro | 1990 | 1991 | 1992 | 1993 | 1994 | 1995 | 1996 | 1997 | 1998 | 1999 |
| Interventi di rilievo nazionale (per la carità) | 2 | 4 | 4 | 3 | 5 | 5 | 5 | 5 | 4 | 4 |
| Fondi 8xmille in milioni di Euro | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 |
| Interventi di rilievo nazionale (per la carità) | 7 | 16 | 30 | 30 | 30 | 30 | 30 | 30 | 30 | 30 |
La C.E.I. ha stanziato fondi per: la Caritas italiana, la Fondazione Migrantes, i Centri di aiuto alla vita, i centri d’accoglienza di studenti stranieri, il coordinamento nazionale delle comunità terapeutiche per tossicodipendenti, le organizzazioni di volontariato internazionale, i centri sociali e ricreativi per giovani, i centri di soccorso e assistenza ai poveri e ai barboni, per il sostegno a giovani disadattate, i centri sociali per marittimi e per il sostegno ai volontari in campo sanitario. Inoltre nel 2009 è stato costituito il “Prestito della Speranza” anche grazie ad un “fondo straordinario di garanzia” per le famiglie che la crisi ha lasciato senza reddito. Ricordiamo, infine, i fondi stanziati per far fronte ai bisogni essenziali delle persone straziate da spaventosi disastri come il terremoto in Abruzzo e il nubifragio nel messinese.
Alcune tipologie di opere sostenute sono: accoglienza e assistenza degli anziani, dei senza tetto e dei disabili, progetti di integrazione sociale e interventi a favore delle vittime della tratta degli esseri umani, interventi contro il disagio e la marginalità umana, sostegno attività promozionali dei non vedenti e non udenti, progetti di accoglienza dei profughi, assistenza e promozione dei centri antiusura, recupero dei tossicodipendenti, sostegno ad associazioni e centri in difesa della vita, accoglienza persone disagiate, formazione dei giovani disoccupati all’autoimprenditorialità e alla cooperazione, sostegno ai monasteri femminili di clausura particolarmente bisognosi.
Il criterio per l’ammissibilità delle domande è il “rilievo nazionale oggettivo” e le persone giuridiche richiedenti devono essere, di norma, canonicamente riconosciute e soggette alla giurisdizione dei vescovi.